SCIENZE classe terza

L’acquacicloAcqua

Verbalizza con un tuo compagno il ciclo dell’acqua

LA CAPILLARITA’ DELL’ACQUA

Quando è contenuta in tubicini molto sottili, l’acqua tende a risalirli perché le sue molecole si “arrampicano” aggrappandosi alle pareti dei tubicini .
Le piante sfruttano questo tendenza, la capillarità, per portare l’acqua dalle radici fino alle foglie.Incontriamo la capillarità nella vita di ogni giorno quando, ad esempio, inzuppiamo un biscotto nel tè, quando uno straccio o una spugna assorbono l’acqua oppure quando vediamo l’umidità risalire dal terreno lungo i muri di una casa.

Qui di seguito trovi alcuni esperimenti semplici da realizzare per comprendere la capillarità.
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L’aria

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I MAMMIFERI

I mammiferi sono una classe di vertebrati diffusa in tutto il pianeta.

La classe dei Mammiferi conta circa 5.400 specie attualmente viventi, variabili in forma e dimensioni dai pochi centimetri e due grammi di peso del mustiolo agli oltre 30 metri e centocinquanta tonnellate di peso della balenottera azzurra, uno dei più grandi animali finora apparsi sulla Terra.

Mustiolo

I mammiferi vivono praticamente in qualsiasi ambiente, dalle calotte glaciali ai caldi deserti: alcuni gruppi sono riusciti a colonizzare con successo anche l’ambiente acquatico, mentre altri hanno evoluto delle ali e sono perciò in grado di volare. Di questa classe fa parte l’uomo (Homo sapiens).

Sono animali a sangue caldo o endotermi. Sono capaci di produrre calore, usando buona parte dell’energia fornita dal cibo. In questo modo, il corpo mantiene sempre la stessa temperatura, indipendentemente dal clima. I mammiferi utilizzano l’energia ottenuta dagli alimenti per scaldare il corpo quando fa freddo.

Il titolo di mammifero più antico pare essere il Megazostrodon, vissuto fra la fine del Triassico ed il medio Giurassico, dalle abitudini quasi sicuramente notturne; in base ai resti fossili, si può dedurre che questi animali avessero sangue caldo, e che forse possedevano anche una pelliccia.

Megazostrodon

I Mammiferi sono dotati di varie caratteristiche comuni che consentono di separarli dalle altre classi di vertebrati.

Respirazione.

Tutti respirano attraverso i polmoni. I mammiferi acquatici, come le balene e i delfini, non possono respirare sott’acqua, e devono quindi salire a galla ogni tanto a rifornirsi d’aria.

Pelliccia.

La presenza di pelo è una delle caratteristiche più importanti dei mammiferi: la maggioranza dei mammiferi, infatti, ha il corpo ricoperto per percentuali più o meno elevate di pelo, ed anche coloro i quali ne sono apparentemente sprovvisti in realtà hanno una leggera peluria quando nascono.

Il pelo nei mammiferi ha numerose funzioni:

1. prima di tutto serve a conservare la temperatura corporea, regolando la perdita di calore e proteggendo perciò l’animale dal freddo come dal caldo eccessivo;

2. molti mammiferi, inoltre, possiedono manti di colori mimetici, allo scopo di confondersi con l’ambiente circostante, sia per meglio avvicinarsi alle prede senza esser visti (come ad esempio la tigre), che per non esser scorti da eventuali predatori (come molti cervi). Alcuni mammiferi (come la lepre variabile o la volpe artica), per meglio mimetizzarsi nei vari periodi dell’anno, mutano il pelo lasciando il posto a un manto di colore diverso, che meglio si adatta al colore del terreno in quella stagione;

3. per altri mammiferi, la colorazione del pelo ha invece lo scopo di intimorire od avvisare eventuali aggressori della pericolosità dell’animale, come avviene ad esempio nelle moffette. Fra i mammiferi esistono praticamente tutte le sfumature di colore, ma non è mai esistito un mammifero dal pelo verde o blu.

4. i peli, opportunamente collegati a muscoli, rappresentano dei forti messaggeri visivi: ad esempio, un gatto dai peli rizzati segnala chiaramente nervosismo ed aggressività, mentre un’antilocapra che rizza i peli bianchi del posteriore invita esplicitamente i propri simili alla fuga;

5. in molti mammiferi, i peli (sotto forma di vibrisse), collegati a meccanorecettori e fibre nervose, fungono anche da organi tattili;

6. in qualche specie (come nel riccio o nell’istrice) i peli sono modificati a formare delle spine, che proteggono efficacemente l’animale da potenziali predatori;

7. i peli presenti nel naso e nelle orecchie, così come le ciglia, proteggono invece gli organi di senso e quelli respiratori dall’intrusione di corpi estranei.

Allattamento.

I mammiferi sono gli unici animali ad allattare i propri figli almeno fino a quando questa non è in grado di nutrirsi di cibo solido in modo autonomo. Il latte è prodotto in apposite ghiandole dette ghiandole mammarie. L’allattamento rappresenta un grande vantaggio, in quanto i piccoli possono ricevere una sostanza molto nutriente e senza grandi sforzi, che garantisce una crescita veloce ed una maggiore probabilità di sopravvivenza. Mammifero significa proprio “dotato di mammelle”.

Muso.

In tutte le specie sono presenti delle labbra e delle guance, che vanno a formare una fascia muscolare che circonda l’apertura della bocca. Servono per cercare il cibo e per comunicare fra i vari individui della stessa specie, e spesso, tramite messaggi universali, anche fra animali di specie diverse.

Orecchio.

I mammiferi, oltre ad essere gli unici animali dotati di un orecchio esterno che serve ad incanalare i suoni

Gli arti.

Gli arti dei mammiferi sono attaccati al di sotto del corpo, e non lateralmente rispetto ad esso (come accade ad esempio nei rettili).

Questa caratteristica permette ai mammiferi movimenti veloci anche prolungati nel tempo, che consentono azioni come la corsa, utile sia per cacciare le prede che per sfuggire ai predatori.

Distribuzione.

I mammiferi sono riusciti a colonizzare praticamente qualsiasi habitat presente al mondo: sono diffusi in tutti i continenti ed a tutti i climi, così come anche negli oceani, nei cieli, nel sottosuolo e nella maggior parte delle isole oceaniche. Le uniche aree in cui non vi è una presenza stabile di mammiferi sono le aree più interne dell’Antartide.

I sensi.

I mammiferi possiedono tutti e cinque i sensi, ma raramente funzionano tutti in modo egregio: ad esempio, la talpa ha un udito finissimo (al punto di poter sentire i lombrichi quando spuntano dalle pareti della sua tana), mentre la sua vista è proverbialmente povera, non andando al di là della distinzione fra presenza ed assenza di luce.

I pipistrelli riescono a cacciare le loro prede anche nell’oscurità, grazie alla loro capacità di emettere e avvertire suoni ad alta frequenza (ultrasuoni).

La vista ha un ruolo secondario nella maggior parte dei mammiferi, mentre l’olfatto è ben sviluppato: oltre a localizzare eventuali prede in base al loro odore, segnano il loro territorio lasciando delle tracce olfattive.

L’udito e il tatto sono importanti a riconoscere l’ambiente circostante.

Alimentazione.

La necessità di mantenere la temperatura corporea stabile costringe i mammiferi a doversi nutrire regolarmente: a seconda delle dimensioni dell’animale, può sopportare periodi più o meno lunghi di digiuno (ad esempio un toporagno muore dopo alcune ore di digiuno, mentre un uomo può sopravvivere anche alcune settimane senza cibo). Fra i mammiferi vi è un’enorme varietà nella dieta: si trovano specie erbivore, carnivore ed onnivore.

Comunicazione.

Tutti i mammiferi comunicano fra loro. Alcune specie sono solitarie, altre vivono in gruppi che contano anche un migliaio di individui. Alcuni mammiferi sono estremamente territoriali, mentre altri tollerano senza problemi la presenza di altri individui nelle vicinanze. Molte specie hanno abitudini notturne, mentre altre preferiscono essere attive durante il giorno

Per voi due video di scuola network

PER FARE RICERCA SU UN ANIMALE

Ecco alcune istruzioni per cercare tutto quello che serve nel caso si debba fare la ricerca di un animale.

Nella sezione METODO DI STUDIO troverai 5 consigli per organizzare il materiale.

1. Definisci di che animale si tratta.

2. Individua a che ordine appartiene.

3. Esponi le sue caratteristiche fisiche: dimensioni, zampe, corpo, copertura del corpo, testa, coda.

4. Indica l’ambiente dove vive.

5. Cerca di spiegare il suo comportamento: di cosa si nutre, come vive, come si riproduce, se ha abitudini particolari.

6. Se trovi qualche notizia particolare o qualche curiosità, inseriscila. Può dare un punto in più al tuo lavoro.

7. Inserisci qualche immagine che aiuti il lettore a farsi un’idea anche visiva dell’animale.

Buona ricerca a tutti

Teacher

I RETTILI

Varanus prasinus.jpg

Portale rettili

I Rettili (Reptilia, dal latino “reptilis”, strisciante) rappresentarono il primo gruppo di vertebrati adattati ad un ambiente strettamente terrestre.

QUANDO

Possono essere considerati gli animali più antichi: sia come origine che come caratteristiche infatti sono quelli che più si avvicinano agli animali che, per primi, hanno colonizzato la terraferma. Questa antichissima origine si posizionerebbe, lungo un’immaginaria linea temporale, nel periodo in cui le terre, ancora unite, prendevano il nome di Pangea; il che spiegherebbe la presenza dei rettili, delle specie più diverse, sui territori di tutto il mondo.

rettili nella Pangea

DOVE 

Solo in Europa, sono presenti ben 85 specie di rettili terresti, che colonizzano anche le isole mediterranee e non, a cui si aggiungono poi cinque specie di tartarughe terrestri.

varietà di colori

ASPETTO

L’aspetto esteriore dei rettili, forse per la diversa origine e per l’adattamento ai diversissimi ambienti che si è verificato nel corso dei secoli, è particolarmente disomogeneo: il corpo può infatti essere tondeggiante, oppure appiattito, allungato o vermiforme, provvisto di zampe oppure completamente privo di arti.
Hanno sangue freddo cioè sono eterotermi, perché la loro temperatura corporea dipende da quella dell’ambiente e hanno bisogno del sole per riscaldarsi.
In genere però la pelle, poverissima di ghiandole, può essere provvista di un rivestimento corneo (squame o placche) che, talvolta, può essere sostenuto da degli scudi cutanei ossei.

Una curiosità, tipica di alcune specie, è quella di poter cambiare la colorazione della propria pelle, secondo la necessità, attraverso l’espandersi o il contrarsi di alcune cellule colorate.

 ZAMPE

Riguardo alle zampe la distinzione è molto più netta e precisa: le zampe dei rettili, per quelli che ne sono provvisti ovviamente, sono solitamente quattro, posizionate lateralmente rispetto al tronco, ma tanto corte da permettere al corpo di strisciare a terra, più che di sollevarsi.

SCHELETRO

Un discorso ancora più ampio, se possibile, andrebbe fatto per l’apparato scheletrico di questi animali, poiché il panorama delle specie presenti al mondo è talmente vario da renderne impossibile una descrizione così generale. In quasi tutti i rettili, lo scheletro si è solitamente ossificato, anche se la posizione e la conformazione delle sue singole parti risulta impossibile da definire con precisione all’interno di un contesto così ampio come questo.

DENTI

Certamente più omogenee sono le informazioni generali che possiamo dare riguardano la dentizione dei rettili: questi animali infatti, a differenza dei mammiferi, non presentano una diversificazione dei denti in base alla forma ed alla funzione, bensì sono provvisti di denti più o meno identici tra loro, di forma conica. Questo è dato dalla funzione che i denti dei rettili svolgono: i rettili, infatti, non utilizzano i denti per masticare né per tagliare pezzi di cibo, ma li utilizzano per afferrare le prede e per favorirne la deglutizione.
Altra caratteristica comune a quasi tutti i rettili è il fatto che i denti non siano soggetti a muta: semplicemente, i nuovi denti crescono accanto a quelli vecchi, ma senza sostituirli. Queste caratteristiche generali non sono però valide per le testuggini: esse infatti non hanno denti, ma solo una serie di affilate lamine cornee.
Animali antichissimi e assai distanti dai mammiferi, eppure un gran numero di persone non solo li osserva con curiosità, ma li sceglie come animali da compagnia con i quali dividere la propria casa.

L’UOVO

L’uovo ha molte riserve nutritive, che lo fanno schiudere in uno stadio di sviluppo molto più avanzato di quello degli anfibi, è molto simile a quello degli uccelli.
Al contrario degli uccelli manca di camera d’aria.
Presenta:
1) un guscio, eventualmente calcareo, permeabile all’ossigeno che permette la respirazione aerea e impedisce la disidratazione; generalmente di consistenza morbida, consiste di una membrana pergamenacea con un rivestimento calcareo.
2) una membrana sottostante, detta amnios, vera innovazione dei rettili per la conquista terrestre, che lo protegge dalla disidratazione e dalla compressione.
3) un albume gelatinoso che fornisce un’ulteriore riserva nutritiva (proteine) per l’embrione, lo isola meccanicamente, lo idrata e lo protegge dalle infezioni microbiche
4) una grossa cellula uovo ricchissima di un complesso nutritivo detto vitello (il tuorlo o sacco vitellino), composto di lipidi e proteineL’uovo dei rettili è talmente ben adattato allo sviluppo in ambiente terrestre;  le tartarughe marine devono deporre le uova sulle spiagge.

CLASSIFICAZIONE

Gli scienziati concordano di suddividere i rettili in 4 ordini:

i cheloni o testudinati, ovvero tartarughe (acquatiche) e testuggini (terrestri) . Sono ovipari perché depongono le uova in una buca e di solito i genitori non si prendono cura dei piccoli. Vivono sulla terra ma anche nell’acqua. Hanno un guscio rigido dove, in caso di pericolo, nascondono la testa, gli arti e la coda. Essa prende il nome di carapace invece la parte ventrale viene chiamata piastrone. Sono privi di denti.

Tartaruga

i loricati, comprendenti coccodrilli, alligatori, caimani e gaviali. Il nome deriva dal latino lorica che significa corazza.
Sono tutti carnivori.
Vivono in qualsiasi corso d’acqua come fiumilaghistagni e a volte nei  mari. I loricati hanno sul dorso piastre ossee. Le zampe sono palmate, corte ma robuste. Anche la coda, lunga e affusolata, è adatta al nuoto. La testa è triangolare e gli occhi sono sporgenti.

i sauri comprendenti lucertole ed affini -iguane, varani, anfisbene, gechi, etc.). I sauri sono provvisti di una lunga coda e di 4 piccoli arti laterali.
La testa è triangolare.
La lingua è lunga e serve per acchiappare gli insetti di cui si nutrono. In alcuni casi hanno la lingua biforcuta.
Le lunghezze sono molto varie di pochi cm (come il geco) fino a qualche metro (come il varano di Komodo).

 e gli ofidi (ovvero i serpenti). Molti hanno il morso velenoso per paralizzare le prede. Il veleno esce da 2 denti più sviluppati degli altri. Possono essere ovipari, ovovivipari e vivipari. Si trovano in quasi tutti gli ambienti: boschi, stagni, mari, deserti e foreste. Sono tutti carnivori, si nutrono di piccoli roditori (topi), anfibi (rane), piccoli uccelli (pulcini), uova e insetti.

Gli ofidi hanno il corpo allungato e privo di arti. La bocca può essere aperta a dismisura e ciò permette di ingoiare anche prede più grandi. Hanno la lingua biforcuta. Le lunghezze sono molto varie da qualche decimetro fino anche a 10 metri.Si muovono con la raptazione facendo prese con le squame.

GLI INSETTI

Insetti vari

Il termine insetto significa diviso (in segmenti). Gli insetti sono una classe di artropodi, cioè di animali invertebrati, privi di colonna vertebrale e caratterizzati dal fatto di essere suddivisi in parti.

Come sono fatti gli insetti?

Gli insetti adulti hanno il corpo diviso in tre parti:

il capo, con un paio di antenne che funzionano come organi di senso, un paio di occhi composti cioè formati da un insieme di «occhi più piccoli» e un apparato boccale;

il torace, con due paia di ali, a volte trasformate, e tre paia di zampe;

l’addome, sede dei visceri e dell’apparato riproduttore.

corpo insetti

Tutti gli insetti con le ali presentano il fenomeno della metamorfosi, per esempio, dall’uovo di una farfalla nasce un bruco, che cresce cambiando periodicamente l’esoscheletro. Quando ha raggiunto una certa dimensione, si avvolge in un bozzolo e spesso vive solo il tempo necessario per riprodursi.

Gli insetti sono animali che si riproducono attraverso le uova e si sviluppano e raggiungono la maturità attraverso varie modificazioni morfologiche, chiamate metamorfosi.

Sono gli unici invertebrati in grado di volare. Tale capacità è un fattore molto importante per la ricerca del cibo, del compagno e per sfuggire ai predatori. Altro grosso vantaggio è rappresentato dalle piccole dimensioni: gli individui di piccola taglia hanno bisogno di poco cibo e in gran numero possono occupare spazi limitati. Ad eccezione dei mari, gli insetti hanno colonizzato praticamente tutti gli ambienti della Terra anche quelli impossibili.

Tra gli insetti ricordiamo:

– i pesciolini d’argento: insetti senza ali che vivono tra le pagine dei libri;

– le libellule, che possono raggiungere anche 13 cm di lunghezza;

– i grilli, le cavallette e le locuste, detti anche insetti saltatori, capaci di emettere suoni attraverso appositi organi situati sulle zampe;

– gli scarafaggi;

– i pidocchi e le cimici, tristemente famosi come parassiti anche dell’uomo;

– i coleotteri, come le coccinelle, gli scarabei, le lucciole, i cervi volanti;

api, vespe e formiche, insetti sociali;

– le farfalle;

mosche e zanzare, fastidiose compagne delle nostre estati.

Emissione suoni

Frequentemente gli Insetti hanno la capacità di emettere suoni che hanno varia frequenza e che perciò non sono sempre udibili dall’orecchio umano, come gli infrasuoni e gli ultrasuoni.

Il suono può essere interpretato come richiamo tra individui della stessa specie, come comunicazione tra individui che formano aggregazioni, come segnale di allarme.

Esistono varie modalità per la produzione dei segnali:

1) Produzione di suoni tramite movimenti in relazione all’attività dell’insetto: tra questi troviamo il ronzio delle ali durante il volo, il rumore prodotto dai vari pezzi dell’apparato boccale, dallo sfregamento del capo col torace, dai movimenti per effettuare il salto.

2) Suoni prodotti dallo sfregamento di una parte del corpo contro un’altra.

3) Suoni prodotti da membrane vibranti.

4) Suoni prodotti dal passaggio di gas o liquidi attraverso orifizi naturali.

5) Suoni prodotti da colpi contro le superfici circostanti.

………………………………………………………….Continua………………………………..

Teachers

6 commenti

6 pensieri su “SCIENZE classe terza

  1. Giulia F.

    Purtoppo a scuola abbiamo solo un’ora di scienze.
    Mi piacerebbe esplorare la natura perché da grande vorrei anche fare la naturalista! Spero che l’anno prossimo ne avremmo di piu’.
    A presto :-) :-) :-) :-) :-) :-) :-) :-)

    • vedremo… anche a me piacciono le scienze… già è una bella fortuna poter ospitare tutti questi animaletti… buoni compiti Giulia… Teachers

  2. Ti voglio beneeeeee!! Buon sabato.

  3. andjela

    e bello fare scienze perché si imparano tante cose come nelle altre lezioni :-) :-)

  4. Pingback: RETTILI « A scuola con noi

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