Prove invalsi di matematica

I commenti dei “cervelloni” della quinta c

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Cosa pensiamo delle prove INVALSI

Queste le nostre osservazioni fresche fresche al termine della prova di Italiano

PROVE INVALSI ITALIANO_1

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E’ NATO UN NUOVO SITO

È nato un nuovo sito: voce dei giovani programmato dalle 5 elementari di Sovizzo.

All’interno di questo sito vengono raccolti tutti i nostri articoli che produciamo a scuola dedicati alla musica, allo sport, alla moda, agli scoop e all’editoriale.

Il 15 marzo 2015 nella classe 5°A è stato creato un sito strabiliante “Voce dei giovani”.

Perché noi ragazzi desideriamo invogliare la gente a informarsi sulle notizie moderne e interessanti.

Inserendo molti articoli le persone notano le preferenze, le passioni e i gusti di noi giovani!

Per entrare nel sito bisogna digitare: ” http://www.vocedeigiovani.wordpress.com”;

Entrati nel sito e visti gli articoli potrete commentare i nostri lavori.

 

 

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GRANDE LAVORO IN REDAZIONE

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LA DESCRIZIONE DI NOI STESSI

Descrivere se stessi è molto difficile. Infatti a volte non ci piacciamo, altre vorremmo essere diversi. Come fare?

Il nostro suggerimento è quello di avere il coraggio di guardarsi allo specchio.

Questa una scaletta di lavoro:

Indica:

• chi sei
• aspetto fisico, (dalla testa ai piedi, ponendo grande attenzione al viso: la forma, il colorito, gli occhi, la bocca, qualche segno particolare, le emozioni che trasmette…)
• abbigliamento
• il carattere: qualità e difetti
• i tuoi interessi

Ti piace essere come sei? Spiega…

SCHEMA UTILE PER DESCRIVERE BENE UNA PERSONA

 

PRESENTAZIONE:

Nome, età, chi è, che lavoro/attività fa.

DATI FISICI

1)    Altezza e corporatura

Alto, basso, di media altezza, snello, magro, secco, robusto, tarchiato, grasso, cicciottello, florido, formosa, ….

2)    Viso

–         Aspetto fisico: liscio, rugoso, ovale, rotondo, triangolare, paffuto, smunto…

–          Che mostra l’umore o parte del carattere: luminoso, solare, simpatico, gioioso, sereno, preoccupato, triste, arcigno, imbronciato, misterioso, arrabbiato…

3)    Capelli

Corti, lunghi, tipo di pettinatura (arruffati, a spazzola, crocchia, treccia, codini, con la riga,…), colore (neri…, brizzolati, tinti, lucidi, opachi…), ricci, lisci, ondulati, crespi, mossi…

4)    Occhi

–         Aspetto fisico: colore (chiari, scuri, luminosi), forma (rotonda, allungata, a mandorla, occhi bovini), grandezza (grandi, piccoli…), ciglia (folte, rade) …

–         Che mostrano l’umore o il carattere: occhi sereni, allegri, brillanti di gioia, tristi, addormentati, abbassati (imbarazzo, vergogna, timidezza), inespressivi, persi nel vuoto…; sguardo: sorridente, fisso, fermo, sincero, sfuggente, torvo, indagatore, accusatore, arrabbiato, indignato, insolente, malizioso, curioso, perplesso…

5)    Naso, orecchie

Colore (es. naso rosso di un ubriaco), forma (naso a patata, a punta, all’insù…), dimensioni (grande, piccolo, sottile), particolari (es. orecchini).

6)    Bocca

–         Aspetto fisico: forma delle labbra e della bocca (allungata, a cuore…), grandezza (grande, piccola, labbra carnose, labbra sottili…)

–         Che mostra l’umore o il carattere: sorridente, aperta in una risata, con un sorriso aperto, imbronciata,  incurvata (all’ingiù), tirata (labbra strette e tirate verso l’esterno), …

7)    Corpo: varie parti:

  •  spalle (dritte, incurvate, strette, larghe…)
  •  braccia (lunghe, corte, muscolose, magre,…)
  • mani (piccole, tozze, con le dita corte, lunghe, con anelli…)
  • petto e ventre (petto ampio, formoso, ventre prominente, pancia grossa, ventre piatto…)
  •  gambe (lunghe, corte, slanciate, sottili, grosse, grassocce, muscolose, magre, …)
  • piedi (lunghi, piccoli)…..

8)    Abbigliamento:

  • in generale: curato, trasandato, elegante, casual, sportivo, ordinato, pulito….
  • In particolare: abiti indossati nel giorno della descrizione o abiti indossati spesso: tipo, forma, dimensioni, colore, particolari, scarpe…

DATI CARATTERIALI

1)    Carattere

Si possono usare gli aggettivi che seguono (e molti altri) per spiegare com’è una persona: espansivo, socievole, amichevole, gioviale, spensierato, esuberante, estroverso, sognatore, romantico, attivo, altruista, generoso, mite, tranquillo, timido, sereno, pacifico, pratico, riflessivo, solitario, chiuso, introverso, apatico, svogliato, pigro, fannullone, permaloso, irascibile, egoista, avaro…

2)    Umore

Si può dire di che umore è solitamente la persona (es. ”Di solito la mia mamma è una persona serena), Di buon umore, allegro, gaio, contento, felice, sereno, entusiasta, soddisfatto, divertito, orgoglioso, annoiato,  triste, disperato, cupo, nero, depresso, apatico, permaloso, irascibile, bisbetico, preoccupato,  insoddisfatto, deluso, arrabbiato, …

3)    Qualità e difetti

Di questo si può aver già parlato quando si parlava del carattere e/o dell’umore (Es. “La sua qualità più bella è che è una persona sempre allegra e sorridente”).

4)    Comportamento e abitudini

  • Si può descrivere come si comporta la persona in diversi ambienti e situazioni: a casa, a scuola, in palestra, in giardino, con i genitori, con i figli, con gli alunni, con gli amici, di fronte a una difficoltà, di fronte a un problema, a un lavoro da fare, e così via.
  • Si possono descrivere le abitudini della persona, anche in riferimento ai suoi gusti e interessi illustrando tutte le cose che fa “di solito”, per esempio: “di solito al pomeriggio fa merenda e poi ama giocare a calcio con gli amici” oppure “di solito il mio papà, quando rientra in casa, mi chiede com’è andata la scuola e legge il mio diario”, eccetera.

5)    Gusti e interessi

  • Gusti: si possono scrivere le cose che piacciono alla persona relative a: cibi, attività scolastiche, sport, colori, animali, programmi televisivi, libri, film e tutto ciò che voi volete, spiegando (se lo si conosce) il perché piacciono queste cose (per esempio: “Le piacciono i viaggi, perché può vedere posti nuovi e capire come vivono le altre persone nel mondo”).
  • Interessi: si può descrivere cosa interessa alla persona e, eventualmente, il perché (per esempio, “Si interessa molto di cucina, perché le piace preparare dei buoni piatti”).

6)    Conclusioni

Al termine di una descrizione, si possono mettere delle conclusioni relative al nostro rapporto con la persona descritta.

  • Noi stessi: cosa cambieremmo in noi, cosa vogliamo migliorare, cosa ci piacerebbe diventare, cosa crediamo che gli altri pensino di noi, eccetera…
  • Gli altri: cosa vorremmo che cambiassero, cosa pensiamo di loro, che rapporto vorremmo avere nel futuro con queste persone, ecc.
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Vivere

VIVERE E’ STARE SVEGLI

Vivere è stare svegli

e concedersi agli altri,

dare di sé sempre il meglio

e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita

con i suoi funerali e i suoi balli,

trovare favole e miti

nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole

nei giorni di nera tempesta,

schivare le gonfie parole

vestire con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili

melodie senza strepiti e spari,

scendere verso l’autunno

e non stancarsi d’amare.

(Angelo Maria Ripellino)

https://i0.wp.com/imblog.aufeminin.com/blog/D20091001/415849_329978584_anne-geddes-pea-in-a-pod_H101228_L.jpg

Illustriamo la poesia e poi, in coppia con un compagno, scriviamo la sua parafrasi.

Questa poesia ci fa riflettere su noi stessi e sul senso della nostra vita. Le sue parole vere e semplici, dimoreranno dentro di te a lungo, e sapranno darti conforto nei momenti difficili.

Buon lavoro

Teacher

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PER NON DIMENTICARE

27 GENNAIO – GIORNATA DELLA MEMORIA

Comprendere è impossibile,

conoscere è necessario.

(Primo levi)

Contributo di Nedo Fiano

Guarda la testimonianza di un sopravvissuto al campo di Aushwitz e scrivi alcuni puni che ti hanno colpito particolarmente.

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DALLA POESIA ALLA PROSA

Trasformare una poesia in prosa significa farne la parafrasi.

Si tratta di trasformare il linguaggio poetico, ricercato, raffinato, ricco di metafore e a volte difficile, in un linguaggio più semplice ed usuale e quindi più facilmente comprensibile.

Per scrivere la parafrasi di una semplice poesia bisogna seguire quattro consigli;

  1. Prepararsi con dizionario, foglio di brutta copia, dizionario dei sinonimi.
  2. Leggere attentamente e  più volte la poesia.
  3. Comprendere il significato di tutte le parole e sostituirle con dei sinonimi più semplici.
  4. Cambiare l’ordine delle parole per sistemarle in una successione semplice e ordinata.
  5. Spiegare un concetto con più parole di quelle del poeta.
  6. Alla fine, rileggere rileggere nuovamente il testo con le modifiche apportate ed apportare ulteriori modifiche dove il testo presenta la non regolarità della grammatica, o dove il testo presenta una non regolarità nel tempo di svolgimento delle azioni.
Per esempio facciamo la parafrasi di questi versi di Leopardi:
Dolce e chiara la notte e senza vento,
e questa sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna.
PARAFRASI:
La notte è piacevole, luminosa e senza vento; la luce della luna sembra posarsi tranquilla sopra i tetti e in mezzo agli orti e fa apparire in lontananza ogni montagna infondendo un senso di serenità.
Bene, ora hai capito. prova quindi a fare la parafrasi di questa celebre poesia cinese:

L’ALBERO NUDO

Un albero nudo

fuori dalla mia finestra

solitario

leva nel cielo freddo

i suoi rami bruni.

Il vento sabbioso,

la neve, il gelo

non possono ferirlo.

Ogni giorno quell’albero

mi dà pensieri di gioia:

da quei rami nudi

indovino il verde che verrà.

(W.Ya-P’ing)

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UGUALI MA DIVERSI

U COME UGUAGLIANZA

L’uguaglianza, che cos’è?
Che tu sei uguale a me?
Hai forse la mia stessa altezza
vedi nel cielo, la mia stessa bellezza?
Stammi bene a sentire…
uguaglianza vuol dire
diritti e doveri in parità
per tutti quanti, nella società…

Un pesce fuor d’acqua

tratto dal libro “La Piccola Voce”

Sal era un pesciolino alquanto anomalo, amava nuotare a pelo d’acqua, a differenza di tutti gli altri pesci della sua comunità che nuotavano ad una certa profondità. Gli abissi del mare per Sal però erano troppo bui ed egli aveva sempre cercato di raggiungere quella luce chiara che fievolmente filtrava attraverso la superficie dell’acqua. A causa di questo suo modo d’essere, il pesciolino era da tutti considerato un “diverso” e per questo isolato. Talvolta Sal correva tra le lacrime dalla sua mamma, che lo amava più di ogni altra cosa e che era solita dirgli:

Tesoro  la diversità non è un difetto ma è il secondo nome della normalità, quello che siamo soliti non usare. La regola che governa il nostro mondo si basa sul principio della promiscuità o diversità. Non esiste in natura nessuna cosa identica all’altra, anche ciò che all’apparenza sembra appartenere a un gruppo omogeneo è a sua volta composto da individui diversi gli uni dagli altri.

alga

Prendi per esempio quel gruppetto di alghe laggiù e osservale, vedrai che seppur ti appariranno tutte identiche, prese singolarmente saranno una diversa dall’altra. Tutto in natura segue la stessa legge, pertanto che tu sia diverso non mi fa meraviglia perché siamo tutti diversi. Anche se talvolta preferiamo guardare la diversità negli occhi degli altri piuttosto che riconoscerla in noi stessi e questo solo per paura.

alga

E’ molto più facile sentirsi parte integrante di un gruppo, perché in questo modo ci sentiamo meno fragili, e le nostre paure più profonde trovano in questa illusione un’oasi di pace.

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Pertanto non te la prendere più di tanto figlio mio, coloro che ti giudicano oggi non hanno ancora osservato bene se stessi, e sono molto indietro rispetto a te sulla scala dell’evoluzione personale. Quando un dì riusciranno ad osservarsi con lo stesso senso critico che oggi usano per giudicare te, capiranno di non essere infine tanto diversi da chi giudicavano.

Nonostante le sagge parole della mamma il povero Sal si sentiva sempre più triste, forse se fosse stato un’alga invece che un pesce avrebbe sofferto molto meno di come invece soffriva. Nel suo cuore c’era una fiammella eternamente accesa, ed era quella luce che lo spingeva ad uscire da quel buio degli abissi in cui viveva, ma nessuno lo avrebbe mai potuto capire.

Un giorno particolarmente buio il giovane pesce salutò idealmente il suo mondo, al quale ormai non si sentiva più legato, e incominciò a nuotare verso quella luce che filtrava sopra il mare. Giunto a pelo d’acqua si fermò per un attimo e gli ritornarono alla mente le parole degli anziani :

Salomone ascolta, solo pochi sprovveduti hanno superato il confine tra il mondo inferiore e il mondo superiore, e chi lo ha fatto non è più tornato a raccontarlo!

Ma Sal era disperato e senza pensarci su due volte saltò fuori dall’acqua, trovandosi a volare leggero nell’aria limpida e luminosa del giorno. Pochi istanti di quella visione di luce e cielo gli diedero un’energia mai provata prima, si sentì immerso completamente nell’amore. Nel ricadere in mare con gli occhi colmi di lacrime di gioia, Sal decise di raccontare agli anziani cosa aveva visto, e con entusiasmo descrisse tutte le bellezze che aveva potuto osservare, raccontò che al di sopra del mare c’era un altro mondo pieno di luce e aria respirabile, e che bastava solo crederci per rompere il sottile velo che divideva i due mondi. Gli anziani lo ascoltarono e poi decretarono che il giovane pesce era impazzito completamente, nessuno era mai tornato da lì per poterlo raccontare e poi dissero, ma giusto per accontentarlo:

Portaci un segno e ti crederemo!

Sal si sentì ancora più solo, in effetti si era sempre sentito come un pesce fuor d’acqua anche nel suo mondo, e ora che lo era davvero nessuno gli credeva. Risalì di nuovo sopra il livello del mare, voleva portare agli abitanti degli abissi un segno tangibile della sua scoperta. Emerse con la testa dal mare e rivide quel meraviglioso panorama, un cielo immenso e luminoso tagliato di tanto in tanto dal volo di coloratissimi uccelli, e un sole splendente. La bellezza di quel luogo lo incantava ma non vi era nulla che potesse portare via, ciò che aveva trovato lì era l’armonia dell’anima. Mentre era preso e compreso dai suoi pensieri un uccello dalle larghe ali gli venne incontro chiedendogli perché fosse tanto triste, e il giovane pesce gli raccontò il suo dilemma. L’uccello sorrise dicendogli:

Se ho ben capito devi portare lì giù da Voi un segno dell’esistenza di questo mondo, altrimenti non ti crederanno mai. Ebbene non è poi tanto difficile, ci penserò io!

Il variopinto uccello si allontanò qualche minuto e poi tornò portando nel becco un ramoscello che consegnò a Sal dicendo:

Questo frutto cresce solo in questo luogo, nessuno potrà mai obiettarti la sua origine, perché loro sanno che il ramo che porti nasce da un grande albero.

Sal sorrise felice e chiese all’uccello di che frutto si trattasse e l’uccello:

Il ramoscello che ti ho dato è di un albero di ulivo simbolo di pace, e di questa pace tu sarai messo. Va’ dagli anziani, loro sapranno riconoscerne il valore.

Il giovane pesce scese negli abissi portando con sé il ramoscello d’ulivo e lo consegnò agli anziani i quali, così come aveva detto l’uccello, non poterono più dubitare della sua buona fede. Sal non si sentì mai più come un pesce fuor d’acqua e neanche la sua comunità lo considerò più tale e da quel giorno nessuno più usò la parola “diverso”, che venne abbandonata in luogo del suo secondo nome “normale”.

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1)   Chi è il protagonista della storia?

2)   Perché Sal era un pesciolino anomalo?

3)   Cosa gli risponde la mamma per consolarlo?

4)   Cosa decide di fare un giorno il piccolo Sal?

5)   Quali emozioni prova Sal , quando raggiunge il suo obiettivo?

6)   Perché gli anziani non gli credono?

7)   Cosa gli chiedono gli anziani per credere al suo racconto?

8)   Chi aiuta il protagonista?

9)   In che modo l’aiutante aiuta Sal?

10)   Cosa simboleggia il rametto di ulivo?

11)    Come si conclude la storia?

12) Secondo te, qual è il messaggio del racconto?

PER RIFLETTERE:

SIAMO UGUALI: 

Siamo tutti esseri umani, con diritti e doveri.

Proviamo tutti le stesse emozioni.

SIAMO DIVERSI:

Abbiamo diversa nazionalità

diverso aspetto fisico

diverso carattere

diversi interessi

PERCHE’…

Le differenze esistono

Le differenze possono non piacere

Le differenze sono anche positive

La vita sociale ci chiede di tollerare anche cose che non ci piacciono, nel rispetto di tutti.

UNA PAGINA DI DIARIO

Scegli un amico della tua classe e parla delle uguaglianze e delle diversità che vi fanno stare bene insieme.

Segui lo schema:

  • Saluta il tuo diario
  • Presentagli il tuo amico/a
  • Racconta come e quando l’hai conosciuto
  • Spiega alcuni aspetti di uguaglianza che vi legano (interessi, emozioni…)
  • Spiega alcune vostre diversità che vi legano
  • Cosa ti piace di lui/lei?
  • Cosa non ti piace di lui/lei?
  • Cosa significa per te voler bene ad un amico?
  • Saluta il tuo diario.
  • Firma
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L’INVERNO AD ACQUERELLO

Oggi cercheremo di rappresentare l’inverno con la tecnica dell’acquerello.

Ecco alcuni esempi:

Per prima cosa è necessario munirsi di un pennellino dalla punta tonda ed affilata e dei colori che ci interessano. È consigliato l’utilizzo di un blu oltremare, un violetto ed un azzurro scuro.
Munitevi di un foglio, che dovrete attaccarlo su una superficie rigida, e nel frattempo cominciate a preparare su una tavolozza i diversi colori che andrete a introdurre.
Prima di iniziare il lavoro di pittura, è necessario bagnare il pennello con acqua e rendere umida la superficie del foglio. Questa operazione dovrà essere fatta cercando di coprire in modo omogeneo l’intera superficie.

A questo punto cominciate a dipingere con del blu cercando di non calcare troppo sul foglio, facendo colare il colore. Per poter fare questo bisogna picchiettare la punta del pennellino direttamente sulla superficie umida.
Dovrete successivamente introdurre le nuvole marcando con la punta del pennello, cercando di dare una forma piuttosto arrotondata al contorno delle nubi.
Coprite le parti di cielo usufruendo degli altri colori in modo tale da ottenere diverse sfumature.
Utilizzando il blu, infatti, intensificherete la colorazione. Aiutatevi anche col violetto cercando di mischiare bene, questo sarà facilmente consentito da una superficie umida e bagnata.

Per dipingere gli elementi più piccoli, usare la tecnica della goccia: lasciar cadere sul foglio una goccia di colore intenso e portarla col pennello a riempire gli spazi, che restano comunque indefiniti.

Lasciar asciugare e ripassare i particolari più piccoli con una punta molto sottile.

Buon lavoro a tutti voi.

Teacher

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