Ricordo speciale

Ieri abbiamo incontrato un GRANDE scrittore: LUIGI DAL CIN.

È stato molto DIVERTENTE e un po’ PAZZO… sicuramente INSOLITO.

Ora lui se n’è andato e

noi non siamo più gli stessi.

Mi sono… allargata… nella fantasia. Martina

Siamo diventati più pazzi. Cesare

Leggere ci fa vivere molte vite. Dylan

Per chi  ha fantasia è più facile essere felici. Giulia

È stato come entrare in una storia. Letizia

Ne sono uscito proprio felice. Lorenzo B.

È stato un momento meraviglioso. Maria

Tutto può essere bello se fatto con passione. Rita

Adesso ho capito che anche uno zaino può… muuuggire. Lorenzo F.

Tutto si può scrivere, tutto si può immaginare. Alvise

Inventare storie ti salva la vita. Edoardo

Chi inventa storie è un… giocoliere. Francesca

Mi ha fatto TERRORIZZARE. Luca

Mi sono proprio divertito. Nicolò

Ciao BBELLLO!!! Vanessa

Alla prossima storia…

Classe 3° B

Testo collettivo

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Categorie: classe terza, incontro con l'autore, italiano | Tag: , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Ricordo speciale

  1. I vostri pensieri, le vostre considerazioni esprimono una grandissima maturità di lettori.. Noi maestre siamo così orgogliosi di voi.. un abbraccio a tutti.. Teachers

  2. Luigi Dal Cin

    Cari amici di IIIA, IIIB, IIIC,
    innanzitutto: ciao bbellli!!!
    Desidero lasciarvi un commento perché ho letto quello che avete scritto qui sul nostro recente incontro, e mi sono commosso! Sono felicissimo delle vostre parole: sono stupende, per me molto preziose, divertenti e allo stesso tempo toccanti!
    Vi sono molto grato, e vorrei potervi abbracciare uno per uno! O magari poter dedicare a ciascuno di voi una storia, che è un mio modo per volere bene, e credetemi: lo faccio già nel mio cuore dove ci state tutti, uno per uno!

    Sapete, a volte mi viene chiesto: ‘Perché scrivi storie?’.
    Questa domanda spesso significa: “Nel mondo succedono tante cose brutte, che senso ha narrare, che senso ha scrivere delle storie? A cosa serve”.
    Io rispondo raccontando la verità.
    Gli dico che a volte lo scrittore per ragazzi diventa triste.
    E allora si chiede proprio questo: ‘Che senso ha scrivere dei racconti che parlano di pace, di amore, di cose belle, di amicizia, di fiducia, di bene, di bellezza, di desideri profondi, di sogni che si realizzano, di speranze quando nel mondo accadono cose cattive, cose brutte? Come ad esempio la fame, le guerre?’.
    Poi subito lo scrittore si riprende e dice: “Adesso combatto contro la guerra, contro le cose brutte del mondo! E lo faccio come so fare io!”. E allora lo scrittore scrive un racconto che parla di cose belle. Perché dei ragazzi lo leggano. E il mondo magari produce una cosa brutta. E allora lo scrittore scrive ancora di cose belle. E c’è una battaglia. Tra lo scrittore e il mondo.
    Chi vincerà alla fine?
    Io penso che vinceranno tutti quelli che provano ad esprimere e a comunicare i propri sentimenti, i propri desideri più profondi, le proprie paure, le proprie speranze.
    Attraverso la parola, attraverso le storie, la narrazione, la lettura, la scrittura.

    Sapete: c’è un personaggio che rappresenta benissimo la potenza della narrazione, ed è una figura femminile: Shahrazàd.
    Shahrazàd è un personaggio delle Mille e una notte.
    All’inizio c’è un re, Shahriyàr, straziato dal tradimento della moglie. Sconvolto dal dolore e dal desiderio di vendetta ordina che ogni sera gli venga portata una fanciulla che sposa e che poi, di notte, immancabilmente, uccide. Il popolo inorridito comincia a fuggire.
    Resta Shahrazàd, la figlia del visir. Si dice abbia letto mille libri di storie. Si offre di sposare il re per salvare la vita delle altre ragazze.
    Penso se lo sia chiesto anche Shahrazàd: ‘Che senso ha raccontare storie, di fronte a questo re che mi vuole uccidere, di fronte a tutto questo male?’.
    Ma poi ogni notte Shahrazàd racconterà una nuova storia al re e, prima che sia terminata, ogni volta sopraggiungerà il mattino e dovrà interromperla. E ogni volta il re giurerà di farle salva la vita finché non avrà ascoltato il resto del racconto.
    Le storie narrate da Shahrazàd tengono, così, lontana la morte. Quelle storie sospendono il tempo, e la violenza del re. Le storie che Shahrazàd narra, in quelle milleuno notti buie, salvano non solo la sua vita, ma quella di tutto il popolo. Salvano il futuro dell’intero regno, ne garantiscono la pace. Salvano anche lo stesso re che alla fine si pentirà della propria vendetta, annullerà la condanna a morte fin lì tenuta sospesa, e saprà di nuovo gioire della vita.
    E in realtà tutte le storie narrate, il tempo, lo sospendono. Ci fanno vivere, ci salvano dal caos: danno nomi ai fatti, ai delitti, al male, alle paure, ma danno un nome anche ai desideri più profondi (e così li sanno proteggere).

    È per questo che scrivo. Ed è per questo che credo siano importanti tutte le storie che sappiamo inventare, che scriviamo o raccontiamo!
    E vi invito a farlo sempre di più! (tra l’altro può essere davvero divertente: davvero BBELLLO!)

    Ora vi lascio, ma prima vi abbraccio tutti forte fortissimo! E puntate sempre alle mete più alte!
    Spero di potervi incontrare ancora, presto!

    Con affetto,
    il vostro amico e scrittore

    Luigi Dal Cin

  3. andjela

    ciao Gigi sei stato molto divertente.
    Non ho mai visto un scrittore così, è ti voglio dire un altra cosa CIAO BELLOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂 🙂
    E grazie tanto di essere venuto nella nostra scuola .CIAO CIAO.

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