classe quarta

Vivere

VIVERE E’ STARE SVEGLI

Vivere è stare svegli

e concedersi agli altri,

dare di sé sempre il meglio

e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita

con i suoi funerali e i suoi balli,

trovare favole e miti

nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole

nei giorni di nera tempesta,

schivare le gonfie parole

vestire con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili

melodie senza strepiti e spari,

scendere verso l’autunno

e non stancarsi d’amare.

(Angelo Maria Ripellino)

https://i0.wp.com/imblog.aufeminin.com/blog/D20091001/415849_329978584_anne-geddes-pea-in-a-pod_H101228_L.jpg

Illustriamo la poesia e poi, in coppia con un compagno, scriviamo la sua parafrasi.

Questa poesia ci fa riflettere su noi stessi e sul senso della nostra vita. Le sue parole vere e semplici, dimoreranno dentro di te a lungo, e sapranno darti conforto nei momenti difficili.

Buon lavoro

Teacher

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PER NON DIMENTICARE

27 GENNAIO – GIORNATA DELLA MEMORIA

Comprendere è impossibile,

conoscere è necessario.

(Primo levi)

Contributo di Nedo Fiano

Guarda la testimonianza di un sopravvissuto al campo di Aushwitz e scrivi alcuni puni che ti hanno colpito particolarmente.

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DALLA POESIA ALLA PROSA

Trasformare una poesia in prosa significa farne la parafrasi.

Si tratta di trasformare il linguaggio poetico, ricercato, raffinato, ricco di metafore e a volte difficile, in un linguaggio più semplice ed usuale e quindi più facilmente comprensibile.

Per scrivere la parafrasi di una semplice poesia bisogna seguire quattro consigli;

  1. Prepararsi con dizionario, foglio di brutta copia, dizionario dei sinonimi.
  2. Leggere attentamente e  più volte la poesia.
  3. Comprendere il significato di tutte le parole e sostituirle con dei sinonimi più semplici.
  4. Cambiare l’ordine delle parole per sistemarle in una successione semplice e ordinata.
  5. Spiegare un concetto con più parole di quelle del poeta.
  6. Alla fine, rileggere rileggere nuovamente il testo con le modifiche apportate ed apportare ulteriori modifiche dove il testo presenta la non regolarità della grammatica, o dove il testo presenta una non regolarità nel tempo di svolgimento delle azioni.
Per esempio facciamo la parafrasi di questi versi di Leopardi:
Dolce e chiara la notte e senza vento,
e questa sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna.
PARAFRASI:
La notte è piacevole, luminosa e senza vento; la luce della luna sembra posarsi tranquilla sopra i tetti e in mezzo agli orti e fa apparire in lontananza ogni montagna infondendo un senso di serenità.
Bene, ora hai capito. prova quindi a fare la parafrasi di questa celebre poesia cinese:

L’ALBERO NUDO

Un albero nudo

fuori dalla mia finestra

solitario

leva nel cielo freddo

i suoi rami bruni.

Il vento sabbioso,

la neve, il gelo

non possono ferirlo.

Ogni giorno quell’albero

mi dà pensieri di gioia:

da quei rami nudi

indovino il verde che verrà.

(W.Ya-P’ing)

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UGUALI MA DIVERSI

U COME UGUAGLIANZA

L’uguaglianza, che cos’è?
Che tu sei uguale a me?
Hai forse la mia stessa altezza
vedi nel cielo, la mia stessa bellezza?
Stammi bene a sentire…
uguaglianza vuol dire
diritti e doveri in parità
per tutti quanti, nella società…

Un pesce fuor d’acqua

tratto dal libro “La Piccola Voce”

Sal era un pesciolino alquanto anomalo, amava nuotare a pelo d’acqua, a differenza di tutti gli altri pesci della sua comunità che nuotavano ad una certa profondità. Gli abissi del mare per Sal però erano troppo bui ed egli aveva sempre cercato di raggiungere quella luce chiara che fievolmente filtrava attraverso la superficie dell’acqua. A causa di questo suo modo d’essere, il pesciolino era da tutti considerato un “diverso” e per questo isolato. Talvolta Sal correva tra le lacrime dalla sua mamma, che lo amava più di ogni altra cosa e che era solita dirgli:

Tesoro  la diversità non è un difetto ma è il secondo nome della normalità, quello che siamo soliti non usare. La regola che governa il nostro mondo si basa sul principio della promiscuità o diversità. Non esiste in natura nessuna cosa identica all’altra, anche ciò che all’apparenza sembra appartenere a un gruppo omogeneo è a sua volta composto da individui diversi gli uni dagli altri.

alga

Prendi per esempio quel gruppetto di alghe laggiù e osservale, vedrai che seppur ti appariranno tutte identiche, prese singolarmente saranno una diversa dall’altra. Tutto in natura segue la stessa legge, pertanto che tu sia diverso non mi fa meraviglia perché siamo tutti diversi. Anche se talvolta preferiamo guardare la diversità negli occhi degli altri piuttosto che riconoscerla in noi stessi e questo solo per paura.

alga

E’ molto più facile sentirsi parte integrante di un gruppo, perché in questo modo ci sentiamo meno fragili, e le nostre paure più profonde trovano in questa illusione un’oasi di pace.

_alghe

Pertanto non te la prendere più di tanto figlio mio, coloro che ti giudicano oggi non hanno ancora osservato bene se stessi, e sono molto indietro rispetto a te sulla scala dell’evoluzione personale. Quando un dì riusciranno ad osservarsi con lo stesso senso critico che oggi usano per giudicare te, capiranno di non essere infine tanto diversi da chi giudicavano.

Nonostante le sagge parole della mamma il povero Sal si sentiva sempre più triste, forse se fosse stato un’alga invece che un pesce avrebbe sofferto molto meno di come invece soffriva. Nel suo cuore c’era una fiammella eternamente accesa, ed era quella luce che lo spingeva ad uscire da quel buio degli abissi in cui viveva, ma nessuno lo avrebbe mai potuto capire.

Un giorno particolarmente buio il giovane pesce salutò idealmente il suo mondo, al quale ormai non si sentiva più legato, e incominciò a nuotare verso quella luce che filtrava sopra il mare. Giunto a pelo d’acqua si fermò per un attimo e gli ritornarono alla mente le parole degli anziani :

Salomone ascolta, solo pochi sprovveduti hanno superato il confine tra il mondo inferiore e il mondo superiore, e chi lo ha fatto non è più tornato a raccontarlo!

Ma Sal era disperato e senza pensarci su due volte saltò fuori dall’acqua, trovandosi a volare leggero nell’aria limpida e luminosa del giorno. Pochi istanti di quella visione di luce e cielo gli diedero un’energia mai provata prima, si sentì immerso completamente nell’amore. Nel ricadere in mare con gli occhi colmi di lacrime di gioia, Sal decise di raccontare agli anziani cosa aveva visto, e con entusiasmo descrisse tutte le bellezze che aveva potuto osservare, raccontò che al di sopra del mare c’era un altro mondo pieno di luce e aria respirabile, e che bastava solo crederci per rompere il sottile velo che divideva i due mondi. Gli anziani lo ascoltarono e poi decretarono che il giovane pesce era impazzito completamente, nessuno era mai tornato da lì per poterlo raccontare e poi dissero, ma giusto per accontentarlo:

Portaci un segno e ti crederemo!

Sal si sentì ancora più solo, in effetti si era sempre sentito come un pesce fuor d’acqua anche nel suo mondo, e ora che lo era davvero nessuno gli credeva. Risalì di nuovo sopra il livello del mare, voleva portare agli abitanti degli abissi un segno tangibile della sua scoperta. Emerse con la testa dal mare e rivide quel meraviglioso panorama, un cielo immenso e luminoso tagliato di tanto in tanto dal volo di coloratissimi uccelli, e un sole splendente. La bellezza di quel luogo lo incantava ma non vi era nulla che potesse portare via, ciò che aveva trovato lì era l’armonia dell’anima. Mentre era preso e compreso dai suoi pensieri un uccello dalle larghe ali gli venne incontro chiedendogli perché fosse tanto triste, e il giovane pesce gli raccontò il suo dilemma. L’uccello sorrise dicendogli:

Se ho ben capito devi portare lì giù da Voi un segno dell’esistenza di questo mondo, altrimenti non ti crederanno mai. Ebbene non è poi tanto difficile, ci penserò io!

Il variopinto uccello si allontanò qualche minuto e poi tornò portando nel becco un ramoscello che consegnò a Sal dicendo:

Questo frutto cresce solo in questo luogo, nessuno potrà mai obiettarti la sua origine, perché loro sanno che il ramo che porti nasce da un grande albero.

Sal sorrise felice e chiese all’uccello di che frutto si trattasse e l’uccello:

Il ramoscello che ti ho dato è di un albero di ulivo simbolo di pace, e di questa pace tu sarai messo. Va’ dagli anziani, loro sapranno riconoscerne il valore.

Il giovane pesce scese negli abissi portando con sé il ramoscello d’ulivo e lo consegnò agli anziani i quali, così come aveva detto l’uccello, non poterono più dubitare della sua buona fede. Sal non si sentì mai più come un pesce fuor d’acqua e neanche la sua comunità lo considerò più tale e da quel giorno nessuno più usò la parola “diverso”, che venne abbandonata in luogo del suo secondo nome “normale”.

pesce_01

1)   Chi è il protagonista della storia?

2)   Perché Sal era un pesciolino anomalo?

3)   Cosa gli risponde la mamma per consolarlo?

4)   Cosa decide di fare un giorno il piccolo Sal?

5)   Quali emozioni prova Sal , quando raggiunge il suo obiettivo?

6)   Perché gli anziani non gli credono?

7)   Cosa gli chiedono gli anziani per credere al suo racconto?

8)   Chi aiuta il protagonista?

9)   In che modo l’aiutante aiuta Sal?

10)   Cosa simboleggia il rametto di ulivo?

11)    Come si conclude la storia?

12) Secondo te, qual è il messaggio del racconto?

PER RIFLETTERE:

SIAMO UGUALI: 

Siamo tutti esseri umani, con diritti e doveri.

Proviamo tutti le stesse emozioni.

SIAMO DIVERSI:

Abbiamo diversa nazionalità

diverso aspetto fisico

diverso carattere

diversi interessi

PERCHE’…

Le differenze esistono

Le differenze possono non piacere

Le differenze sono anche positive

La vita sociale ci chiede di tollerare anche cose che non ci piacciono, nel rispetto di tutti.

UNA PAGINA DI DIARIO

Scegli un amico della tua classe e parla delle uguaglianze e delle diversità che vi fanno stare bene insieme.

Segui lo schema:

  • Saluta il tuo diario
  • Presentagli il tuo amico/a
  • Racconta come e quando l’hai conosciuto
  • Spiega alcuni aspetti di uguaglianza che vi legano (interessi, emozioni…)
  • Spiega alcune vostre diversità che vi legano
  • Cosa ti piace di lui/lei?
  • Cosa non ti piace di lui/lei?
  • Cosa significa per te voler bene ad un amico?
  • Saluta il tuo diario.
  • Firma
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BUONE VACANZE

A SCUOLA CON NOI

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I nostri menù

Lavorando nell’educazione alimentare, abbiamo cercato in coppia di stendere un menù che preveda 5 pasti giornalieri. Siamo partiti dalle nostre abitudini, dai nostri gusti e dalle informazioni studiate in scienze sui principi alimentari.

Ecco i nostri lavori:

COLAZIONE

Latte e cereali

fette biscottate con marmellata

un piccolo frutto

MERENDA A SCUOLA

una mela

un succo

PRANZO

una porzione di insalata

spaghetti al pomodoro

MERENDA A CASA

frullato alla banana

CENA

fetta di vitello al forno

melanzane alla griglia

Chef : Andrea e Nicolò

COLAZIONE

mezza tazza di latte caldo con cereali

un bicchiere di frullato alla banana

MERENDA A SCUOLA

un pacchetto di crecker

un succo di frutta

PRANZO

fusilli al ragù 

carote grattugiate

MERENDA A CASA

spremuta di arancia

panino con prosciutto cotto e formaggio Asiago stagionato

CENA

minestra di carote e patate con sale e olio

scampi alla griglia con un pizzico di sale

Chef: Giorgio e Nardox

COLAZIONE

6 biscotti con latte di soia, miele e cacao in polvere

mela

MERENDA A SCUOLA

una banana

PRANZO

pennette al kamut con sugo di pomodoro, con filo d’olio extravergine di oliva

melanzane alla griglia

due fettine di Asiago dolce fresco

MERENDA A CASA

 un pacchetto di creker

una carota sgranocchiata

CENA

filetto di merluzzo al vapore, con filo d’olio e limone

pane

zucchine alla griglia

Chef: Simone e Fabio

COLAZIONE

sei biscotti 

una tazza di latte bianco

una pera

MERENDA A SCUOLA

 crecker e succo di frutta

PRANZO

zucchine grigliate

salmone grigliato

pane

MERENDA A CASA

grissini e tè senza zucchero

CENA

pennette al pesto alla genovese

insalata verde

macedonia di frutta

Chef: Alex e Piercarlo

COLAZIONE

tre fette biscottate con marmellata all’albicocca

un bicchiere di spremuta d’arancia

tè caldo

MERENDA A SCUOLA

crecker

succo alla pesca

PRANZO

spaghetti con il tonno

insalata di pomodori

MERENDA A CASA

 Yogurt alla fragola

CENA

bistecca di manzo alla griglia con sale e limone

purè di patate

Chef: Silvia e Noemi

COLAZIONE

latte bianco 

fette biscottate con marmellata di fragole

spremuta fresca d’arancia

MERENDA A SCUOLA

 crecker

succo all’ananas

PRANZO

fettuccine al pomodoro

insalata di pomodori

MERENDA A CASA

carote da sgranocchiare

CENA

tagliata di manzo con pepe, limone e prezzemolo

patate arroste

Chef: Akosua e Francy

COLAZIONE

4 biscotti

mezza tazza di latte scremato

spremuta di arancia

MERENDA A SCUOLA

uva

PRANZO

spaghetti al pomodoro e origano

insalata di mais

MERENDA A CASA

frullato di frutta di stagione

CENA

zuppa di verdura

filetto di orata saltata in padella con filo d’olio  e limone

patate al forno

Chef: Chiara e Rachele

COLAZIONE

due fette biscottate integrali con marmellata alla pesca

spremuta di agrumi

tazza di latte caldo e cacao leggermente zuccherato

MERENDA A SCUOLA

macedonia di frutta

PRANZO

fusilli al pomodoro e parmigiano reggiano

insalata mista di indivia, carote, pomodori e broccoli.

MERENDA A CASA

yogurt ai frutti di bosco con polline

succo ACE

CENA

purè di patate

trancio di salmone ai ferri con limone e basilico

zucchine fritte

Chef: Giulia e Camilla

COLAZIONE

spremuta d’arancia

bicchiere di latte caldo

4 biscotti

MERENDA A SCUOLA

una mela

crecker

PRANZO

fusilli al tonno

piselli al forno

MERENDA A CASA

macedonia di frutta

yogurt alla fragola

CENA

bistecca di vitello alla brace

insalata con pomodorini

patate al forno

Chef: Anna e Andjela

COLAZIONE

latte caldo

5 biscotti ai cereali

2 fette biscottate con marmellata di mirtilli

MERENDA A SCUOLA

una mela

crecker integrali

PRANZO

bigoli al ragù con parmigiano reggiano

insalata di pomodori, lattuga

MERENDA A CASA

macedonia di frutta

CENA

patate al vapore

filetto di merluzzo al forno

fagiolini conditi

Chef: Sara e Giorgia U.

COLAZIONE

latte con cereali integrali

una mela

MERENDA A SCUOLA

Panino con il prosciutto cotto

succo all’ananas

PRANZO

Spaghetti al ragù

insalata di pomodori

MERENDA A CASA

Frappè alla fragola

CENA

insalata di zucchine e carote al vapore

faraona alle castagne

pane

Chef: Giorgia C.-  Ana

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IL MIO PIATTO PREFERITO

Oggi iniziamo il nostro percorso di educazione alimentare con un  bel testo…. dal titolo :

Il mio piatto preferito

Segui la traccia di lavoro:

* Qual è?
* quando lo mangi, cosa provi?
* quanto spesso lo mangi?
* chi te lo prepara?
* piace solo a te?
* pensi che ti faccia bene?
* cerca di scrivere la procedura di preparazione: ingredienti, esecuzione,  modalità di cottura.
* Disegnalo.

 

Buon lavoro a tutti…

Teacher

 

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VERIFICA SUL RIASSUNTO

Siete pronti per la verifica annunciata?

Eccola…

 

Leggi il testo e fai il riassunto, utilizzando al massimo 60 parole.

CE L’HANNO FATTA

Una squadra di boscaioli, sorpresi dal temporale, cerca riparo sotto un albero. Da lì sotto, il più giovane esce per andare a ricoprire la motosega, perché non si bagni. Ma al ritorno…

– Venite! Venite a vedere: lì in quello spiazzo c’è un capriolo appena nato. Venite ad aiutarmi!

Uscirono nel temporale anche gli altri tre e lo seguirono di corsa. Quando giunsero nella radura videro tra le felci l’animaletto quasi senza vita, battuto dall’acqua che gli faceva colare sopra fili d’erba, aghi d’abete e petali rossi di fiori: aveva gli occhi spalancati e certo non si rendeva conto che il mondo dov’era venuto alla luce da pochi minuti non era fatto solamente di temporali.

Un boscaiolo si chinò a raccoglierlo e portarlo all’asciutto, ma quello che l’aveva scorto per primo lo fermò: – Non toccarlo! – gli urlò tra lo scroscio, – se sente il tuo odore la madre lo abbandona. Non lo riconosce più!

Incominciò a grandinare e i grani battevano giù dagli alberi pigne e rametti; il boscaiolo cacciatore si levò la giacca e la tenne stesa sopra il capriolo: – Andate a prendere delle scorze e dei rami, – disse ai compagni, – dobbiamo fargli un ricovero sennò la tempesta lo ammazza.

– Ma dove sarà andata la madre? E come ha pensato di partorirlo qui vicino a noi? – chiese uno.

– Avrà cercato aiuto. Gli animali capiscono certe cose…

Adesso sarà spaventata dalle saette e magari è poco lontana, – riprese il più anziano dei quattro.

Ormai erano bagnati fin dentro le scarpe e fin sotto la maglia di lana; con lena pulirono e spuntarono quattro grossi rami; con la testa della scure li ficcarono nel terreno attorno al capriolo e poi con attenzione e a regola d’arte, in modo che non gocciolassero sotto, posarono le cortecce a fare tetto. La piccola bestiola lasciava fare, solo sentiva che ora l’acqua e la grandine non la battevano più: quei lampi improvvisi seguiti dal gran fragore del tuono che rimbombava nel bosco, ecco, lo spaventavano un po’.

– Chissà se la madre lo ritroverà; e se vivrà dopo un parto tra questa intemperia, – disse uno come a conclusione di un pensiero.

– Sono forti, loro, sono madri… – lo tranquillizzò il più anziano.

Ora le saette erano cessate ma continuava a piovere; il temporale si era spostato verso l’altra valle ma non si vedevano sprazzi d’azzurro: – Qui, ormai, ci conviene raccogliere su e andare a casa.

La mattina venne limpidissima che potevi contare gli alberi sulle creste dei monti lontani. Il guardacaccia salì con i quattro boscaioli e andarono insieme al ricovero del capriolo. Con attenzione levarono le cortecce messe a tetto sopra i rami, ma sotto, il capriolo non c’era più.

– Sarà venuta la madre a prenderselo, – disse il cacciatore. –

Senti, il covo è ancora tiepido, – aggiunse tastando con una mano le felci schiacciate.

Stettero un poco in silenzio, e a monte, sulla costa del bosco, sentirono un breve scalpiccìo e frusciare di rami. Poi belare.

– Sono loro, – disse il guardacaccia. – È venuta a prenderselo: ce l’hanno fatta.

(rid. e adatt. da: M. Rigoni Stern, Uomini, boschi e api, Torino, Einaudi, 1980, pp. 34-37)

 

Questo è l’autore del brano proposto: Mario Rigoni Stern:

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Mario Rigoni Stern è nato ad Asiago nel 1921 e morto sempre ad Asiago nel 2008.

E’ stato un militare e uno scrittore italiano, nonché un Cavaliere della Repubblica italiana. Il suo nome è stato dato all’asteroide

12811 Rigonistern, 

scoperto nel 1998 nell’osservatorio astrofisica di Asiago

12811 Rigonistern

12811 Rigonistern

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IL RIASSUNTO

Oggi lavoriamo in coppia per ripassare bene un tipo di testo molto importante: il riassunto.

Ma che cos’è il riassunto?

e come si fa?

 

mappa mentale Riassunto Franca Storace Annapaola CapuanoQuesto è quello che è emerso dalla nostra discussione in classe.

Riassumere un testo significa raccontarlo con meno parole, riferendo solo i passaggi importanti.

COME PROCEDERE?

  1. Leggere con attenzione per comprendere bene il contenuto e il significato delle parole.

  2. Dividere il testo in sequenze.

  3. A scelta, si sottolineano le parti importanti o si eliminano quelle inutili.

  4. Non usare mai la prima persona, ma la terza singolare o plurale.

  5. Trasformare il discorso diretto in discorso indiretto.

  6. Eliminare le similitudini e gli esempi.

  7. Mentre scrivo il riassunto, controllo che i legami delle frasi siano corretti.

  8. Rileggere con attenzione, controllando la correttezza, il senso generale (forma) e le informazioni essenziali alla comprensione del testo.

pulito

Bene. Ora, in coppia, riassumete il brano dal titolo “Pulitopoli” di pag 174-175 di Mille e una Storia.
Buon lavoro
Teacher

 

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VERIFICA TESTO DESCRITTIVO

Nel seguente testo, inserisci le descrizioni complete di tutte le parole sottolineate:

IL LUNGO VIAGGIO ALLA RICERCA DEL CALDO

Alcune cicogne si aggirano sulle rive di un tranquillo lago assolato.

Tutti conoscono questi grandi uccelli.

Tutti sanno che nidificano in vaste regioni dell’Europa centro-settentrionale e orientale, e anche nel sud della Spagna.

Tutti sanno che questi uccelli si costruiscono il nido in cima ai tetti delle case. Spesso nelle regioni in cui nidificano, si sente dire: “Le cicogne arrivano”, “Le cicogne partono”. Allora ci prende la curiosità di sapere da dove vengono?

Dove vanno?

A partire dalla fine del mese di agosto, quando nell’Europa settentrionale fa già piuttosto  freddo, le cicogne prendono il volo alla volta dell’Africa meridionale. Là il clima è caldo e arrivano ai grandi laghi paludosi e le cicogne potranno mettere il becco su bocconi a loro particolarmente adatti: rane, bisce d’acqua, pesciolini, insetti acquatici. Per raggiungere queste zone esse seguono sempre le stesse rotte. Se osserviamo una carta geografica le possiamo individuare a   colpo  d’occhio. Una è la rotta occidentale, che attraversa la Francia, La Spagna, lo stretto di Gibilterra e arriva in Africa. L’altra è la rotta orientale, che attraversa tutto l’est dell’Europa, passa sopra il Bosforo e il Canale di Suez.

Come facciamo a saperlo? Lo sappiamo perché gli zoologi marcano le giovani cicogne mediante piccoli anelli fissati alle  zampe e poi effettuano controlli lungo il percorso. In questo modo I grandi uccelli bianchi sono stati rintracciati a 50.000 chilometri dal loro nido!

E ora qui trovi le informazioni che ti servono per completare le tue descrizioni:

Cicogna:Storch im Dresdner Zoo n.-3-Cicogna-bianca-2-LIPU-Niscemi-e-Catania

La cicogna bianca è inconfondibile: è un grande uccello bianco e nero, con zampe, collo e becco lunghi. Presenta un piumaggio prevalentemente bianco, con solo le penne remiganti (primarie, secondarie e terziarie) delle ali nere. Nell’adulto il becco e le zampe sono di colore rosso acceso, anche se queste ultime spesso sono sporche di escrementi e quindi biancastre. In base all’età il colore del becco cambia: nei primi mesi è grigio, ma con la crescita diventa rosso; i giovani (dalla fine della loro prima estate all’inizio della seconda) hanno solo l’estremità nera.

La cicogna bianca è un uccello di grandi dimensioni (il terzo più grande del mondo): dalla punta del becco alla punta della coda può essere lunga anche 110 cm, mentre l’apertura alare sfiora i 220 cm. Quando è in piedi è alta fino a 125 cm. Il peso si aggira intorno ai 4 kg, con un massimo di 4,5 kg. Mediamente i maschi sono leggermente più grandi delle femmine.

La cicogna bianca ha ali lunghe e larghe, adatte per planare. Quando è in volo si nota ancora meglio la distinzione tra le remiganti nere e il resto dell’ala bianco. In volo tiene il collo disteso e le zampe allungate. Plana molto spesso; quando è in volo battuto i battiti sono lenti e regolari.

Durante il periodo della cova, può emettere fischi e “colpi di tosse”; durante la “parata nuziale” sono frequenti i colpi di becco ritmati.

Nido della cicogna:

nido-di-cicogna_sito cicogne_monsummano_01_foto_maurizio_berni Cicogne Cascina 07 cicognaNido100625_est1

In Europa costruiscono i loro nidi su strutture prodotte dall’uomo come tetti, torri, ciminiere, pali del telefono, muri, fienili e ovviamente nelle torri costruite appositamente per loro. Le Cicogne ritornano a nidificare ogni anno nello stesso posto. Anche le giovani Cicogne ritornano nei pressi di dove sono nate, ci sono addirittura dei nidi utilizzati in modo continuo da centinaia di anni.

Qui senti in verso della cicogna:

Le rotte della migrazione:

rottecicogneLa formazione di volo:

volo-delle-gruLago paludoso:

1979219-paludoso-lago-con-canna-su-un-luminoso-giornoEcco… qui c’è tutto quello che ti serve per realizzare le tue descrizioni…

Rileggi bene prima di consegnare…

Buon lavoro…

Teacher

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