poesia

Vivere

VIVERE E’ STARE SVEGLI

Vivere è stare svegli

e concedersi agli altri,

dare di sé sempre il meglio

e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita

con i suoi funerali e i suoi balli,

trovare favole e miti

nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole

nei giorni di nera tempesta,

schivare le gonfie parole

vestire con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili

melodie senza strepiti e spari,

scendere verso l’autunno

e non stancarsi d’amare.

(Angelo Maria Ripellino)

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Illustriamo la poesia e poi, in coppia con un compagno, scriviamo la sua parafrasi.

Questa poesia ci fa riflettere su noi stessi e sul senso della nostra vita. Le sue parole vere e semplici, dimoreranno dentro di te a lungo, e sapranno darti conforto nei momenti difficili.

Buon lavoro

Teacher

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DALLA POESIA ALLA PROSA

Trasformare una poesia in prosa significa farne la parafrasi.

Si tratta di trasformare il linguaggio poetico, ricercato, raffinato, ricco di metafore e a volte difficile, in un linguaggio più semplice ed usuale e quindi più facilmente comprensibile.

Per scrivere la parafrasi di una semplice poesia bisogna seguire quattro consigli;

  1. Prepararsi con dizionario, foglio di brutta copia, dizionario dei sinonimi.
  2. Leggere attentamente e  più volte la poesia.
  3. Comprendere il significato di tutte le parole e sostituirle con dei sinonimi più semplici.
  4. Cambiare l’ordine delle parole per sistemarle in una successione semplice e ordinata.
  5. Spiegare un concetto con più parole di quelle del poeta.
  6. Alla fine, rileggere rileggere nuovamente il testo con le modifiche apportate ed apportare ulteriori modifiche dove il testo presenta la non regolarità della grammatica, o dove il testo presenta una non regolarità nel tempo di svolgimento delle azioni.
Per esempio facciamo la parafrasi di questi versi di Leopardi:
Dolce e chiara la notte e senza vento,
e questa sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna.
PARAFRASI:
La notte è piacevole, luminosa e senza vento; la luce della luna sembra posarsi tranquilla sopra i tetti e in mezzo agli orti e fa apparire in lontananza ogni montagna infondendo un senso di serenità.
Bene, ora hai capito. prova quindi a fare la parafrasi di questa celebre poesia cinese:

L’ALBERO NUDO

Un albero nudo

fuori dalla mia finestra

solitario

leva nel cielo freddo

i suoi rami bruni.

Il vento sabbioso,

la neve, il gelo

non possono ferirlo.

Ogni giorno quell’albero

mi dà pensieri di gioia:

da quei rami nudi

indovino il verde che verrà.

(W.Ya-P’ing)

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Poesia è… emozionarsi

Iniziamo l’ultimo step relativo alla produzione del testo poetico.
L’ALLITTERAZIONE (cioè la ripetizione voluta dello stesso suono)  ci permette di gustare appieno la sonorità delle parole.
Ecco un esempio di Roberto Piumini:

letter_B

B come Baco, Bomba e Balordo,

e Bella Barca con Bambini a Bordo,

Brodo, Banana Buonissima, Bra,

Brutto Brigante, Birilli e Babà,

Bolla che Brilla e Brioso Ballo,

o Bordatura di un bel cavallo,

tre B, con A e O, fanno un papà,

due B con due I un po’ male ti fa,

con UM fa scoppio, con UH spavento,

con AH vuol dire che sei scontento.

(Roberto Poimini, LABICI, Artebambini)

Roberto Piumini

Roberto Piumini

Prova anche tu: pensa a che emozione vuoi far provare al tuo lettore, scegli la lettera giusta e parti con l’Allitterazione.
Buon divertimento
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E per Carnevale… una bella filastrocca…

abc-del-carnevale

Oggi vi propongo la filastrocca dal titolo

CARNEVALE DI UN BAMBINO PAUROSO

Vorrei una maschera

così spaventosa

che tremi la gente

più coraggiosa,

da strega a fantasma,

da mostro o vampiro

da scheletro bianco

che vaghi in giro

tra gli alberi spogli

del lume lunare

così la gente

si metta ad urlare.

E nessuno sappia

che il più spaventoso

di tutti i costumi

ce l’ha il più pauroso!

images

Insieme cerchiamo le rime alternate della poesia, le coloriamo e poi ne costruiamo una personale seguendo la struttura sottolineata. Lasciate quindi libera la vostra fantasia immaginando il Carnevale di un bambino … pauroso, timido, allegro, triste, divertente, fiorito, occupato, disoccuppato, ombroso, solitario, misterioso, fantasioso, giocoso, silenzioso, semplice, esplosivo, affamato, sognatore, pensieroso, ansioso, assonnato, antico, libero, artistico, avventuroso……..

maschera7

Buon lavoro

Teacher

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CAPELLI

Oggi lavoriamo su una proposta di poesia tratta dal libro “Calicanto” di E. Zamponi e R. Piumini – EINAUDI

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CAPELLI

Mentre scrivi poesia, attento

ai capelli. Attento

al vento che li muove e porta

fiori e figure nuove, però attento

a chi ti tira

di qua e di là

coi tuoi capelli in mano come

batacchio di campana.

Attento

che cadono lunghi

e aggrovigliano penna e mano

come una piovra o un salice piagnone.

Attento quando cadono

rametti sottilissimi sul banco, una specie

di autunno. Spazzali

dalla corte di carta, togli tutte

insieme a quelli le parole morte.

Nota come è importante in questa poesia l’andare a capo. Andare a capo in modo opportuno può servire a creare immagini negli occhi di chi legge, a richiamare l’attenzione per introdurre immagini positive o per segnalare un pericolo.

Prova anche tu a scrivere una poesia dal titolo libero, che segua la struttura di Roberto Piumini, pensando a cosa devi stare  attento mentre scrivi ( capelli, mani, occhi, vento, ….. ) e inserendo gli opportuni a capo.

NZO

Pubblicheremo poi alcuni nostri lavori nel sito “Diario di bordo”.

Buon lavoro a tutti

teacher

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La personificazione… ed è subito poesia…

LA PERSONIFICAZIONE

La personificazione è uno dei tanti “giochi” che puoi scoprire in una poesia e che anche tu puoi creare quando scrivi da poeta.

Significa attribuire ad un oggetto o ad un animale le caratteristiche o l’aspetto di una persona.

Leggi la poesia e sottolinea i verbi e gli aggettivi che creano una personificazione.

IL VENTO

Ascolto il vento.

Mi sussurra: sono forte come un masso

che rotola dalla montagna.

Mi sussurra: ti spingo indietro

come un palloncino

alto e libero nel cielo.

Mi sussurra: volo alto e potente

come un’aquila in cielo.

La natura nelle poesie di adulti e bambini”, a cura di

Mario Lodi

redemoinho

Bussò il vento

Bussò il vento come un uomo stanco
e io senza indugio
da padrona di casa dissi “avanti”,
ed esso venne dentro.

Un ospite veloce, senza piedi,
cui offrire una sedia era impossibile
come invitare l’aria
ad accomodarsi sul sofà.

Non aveva ossatura a sostenerlo.
Il suo parlare era come l’empito
di tanti colibrì in una volta
dall’alto di un cespuglio,

il suo volto un’ondata.
mentre passava le sue dita sparsero
una musica, come un’armonia
vibrante soffiata sopra un vetro.

Sempre aleggiando fece la sua visita,
poi come un uomo timido
bussò ancora – a raffica, nervoso –
e io rimasi sola.

Emily Dickinson
dickinson_poesie_2
 
E ora… prova anche tu a scrivere una poesia usando la figura retorica della personificazione. Scegli un elemento della natura, immagina che possa compiere azioni umane e scrivile.
 
Ecco qui i nostri lavori…
 
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L’ESTATE DI SAN MARTINO

L’estate di San Martino è un periodo invernale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.
San Martino viene festeggiato l’11 novembre.
Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per l’ assaggio del vino novello, che solitamente viene abbinato alle castagne. Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci intitolata appunto San Martino.

San Martino
La nebbia a gl’ irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’ anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’ esuli pensieri,
nel vespero migrar.
GIOSUE’ CARDUCCI

ATTIVITA’:

1) Spiega il significato dei termini: 

IRTI COLLI – MAESTRALE – BIANCHEGGIA – BORGO – RIBOLLIR DE’ TINI CEPPI – L’ANIME A RALLEGRAR – SCOPPIETTANDO – RIMIRAR – ESULI – PENSIERI

2) Rispondi alle domande:

Da quante strofe è composta?
Quanti versi ha ogni strofa?
Ci sono delle rime?
Di quali rime si tratta?
Osserva in modo particolare l’ultimo verso di ogni strofa. Cosa noti?

3) Nella poesia sono presenti due figure retoriche:
una personificazione nella prima strofa e una similitudine nell’ultima.
Sai ritrovarle?

Ora rileggiamo la poesia per comprendere meglio il contenuto:

● La nebbia a gl’ irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
Il poeta descrive il paesaggio autunnale.
Quali elementi vi sono rappresentati?
Quale sentimento traspare dalla lettura?

● ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’ anime a rallegrar.
Il poeta traccia uno schizzo di vita rurale.
Quale atmosfera si respira?
Cosa accade per le strade del paese?
● Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar
● tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’ esuli pensieri,
nel vespero migrar.
L’apparente felicità nasconde una tristezza.

Cosa fa il cacciatore?
Come sono i suoi pensieri?

da htpp://www.ciaomaestra.it

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XEROPOESIA

20131108_105840 20131108_105846La Xeropoesia è una poesia di gruppo costruita su uno stesso argomento.

Noi abbiamo proceduto così:

  • abbiamo scelto la parola Autunno
  • abbiamo tagliato a pezzi un cartellone quadrettato (tipo puzzle)
  • abbiamo distribuito ad ogni compagno una parte del puzzle
  • ciascuno di noi ha realizzato una poesia libera sul tema dell’autunno, scegliendo tra calligramma, acrostico, haiku, filastocca, similitudini, poesia a versi liberi
  • abbiamo infine incollato ogni parte al suo posto e ricomposto il cartellone

Questo è il lavoro finito, nell’insieme e nei dettagli…

20131108_114144

20131108_114203 20131108_114153 20131108_105916 20131108_105914 20131108_105909 20131108_105901 20131108_105849 20131108_114207E’ stato divertentissimo… e di grande effetto…

classi quarte

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