poesia

俳句 – Haiku

俳句 – Haiku

Pronti per la nostra nuova poesia?
Dopo le poesie in rima sulla primavera, vi lancio una nuova sfida. Ancora più difficile. Statene certi. Il nuovo gioco è:

“Scrivi il tuo haiku”

“E che cos’è un haiku?” chiederà qualcuno.
Diciamo che si tratta di un brevissimo ma intensissimo componimento poetico giapponese.

“Non mi hai detto nulla” insisterà il solito qualcuno. “Come si scrive?”

Allora… cominciamo…

L’haiku, pronuncia giapponese /haikɯ/ con tono basso su /ha/ e tono alto su /ikɯ/) è un componimento poetico nato in Giappone, composto da tre versi per complessive diciassette sillabe.
È caratterizzato dalla struttura in 3 versi:

5 sillabe

7 sillabe

5 sillabe

In ogni haiku è presente il kigo, cioè un elemento della natura legato alla stagione scelta per la poesia.

Nell’haiku il poeta fissa uno stato d’animo attraverso le immagini della natura che lo circonda. Tra i molti sentimenti presenti in un componimento i principali possono essere:

Sabi, il silenzio: il sentimento della solitudine, del distacco, della calma.

Wabi, l’imprevisto: lo stato d’animo prodotto da qualcosa di inaspettato che attira l’attenzione e risveglia dalla malinconia.

Yugen, il misterioso: lo stato d’animo prodotto dal fascino inspiegabile delle cose, il sentire un universo ‘altro’, colmo di misteriosa unità.

Eccone alcuni esempi:

Vecchio stagno

una rana si tuffa.

Rumore dell’acqua.

古池や蛙飛びこむ水の音

Stanco:

entrando in una locanda

fiori di glicine.

草臥て宿かる比や藤の花

Profumo bello

È primavera:

un fiore sboccia.

Tocco frusciante

Infinità di onde:

Voce di acqua.

In questo mondo

anche la vita della farfalla

è frenetica.

Questo è il lavoro di un vostro compagno di Tokyo della vostra età. A scuola ha scritto un Haiku e questo è il suo quaderno.

Ve la sentite di provare? Io l’ho fatto e mi è piaciuto tantissimo, ma voi potete fare certo di meglio.

“Come si gioca?”

Normalmente gli haiku non dovrebbero avere titolo ma questo a noi non interessa.

Mettetecelo pure e soprattutto includeteci la parola haiku, magari tra parentesi.

Questo permetterà agli altri di individuare subito di cosa stiamo parlando.

Provate, che aspettate…

sono sicura che ci prenderete gusto…..

parola di  teacher…

Qui trovate dei bellissimi lavori da consultare… Edizioni di classe “La banca delle emozioni”… vale la pena fermarsi un po’ e leggere…

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LIBRI IN FILASTROCCA

LIBRI IN FILASTROCCA

I miei libri sanno a memoria

qualsiasi storia.

Sanno quella degli indiani,

dei pellerossa, degli africani,

dei pirati, dei corsari,

dei beduini che vanno nel deserto

a cavallo dei cammelli e dei dromedari.

Loro sanno tutti i perché

perché la luna c’è e non c’è

perché il sole scompare

in fondo al mare,

perché la neve cade

e dove vanno a finire tutte le strade.

Sui miei libri ci sono pure

le figure:

a sfogliarli come niente

si conosce tutta la gente.

Se in casa son solo,

non mi lamento.

Con la mia libreria

Io sono sempre in buona compagnia!

Gianni Rodari

Completa nel quaderno:
Il verso della filastrocca che mi è piaciuto di più è ……………. Perché……
Questa filastrocca mi fa capire……………………….. perché………………………
Questa filastrocca mi insegna…………………………………………………………….
Leggendo la filastrocca ho provato…………………………………………………….
NEL QUADERNO DI POESIA SCRIVI UNA POESIA, SE VUOI IN RIMA, CHE PARLI DEI LIBRI E DELL’IMPORTANZA DEL LEGGERE, dal titolo… “IL LIBRO CHE VORREI”

 

Qui trovi alcuni nostri lavori di poesia…. 

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ANCORA LIMERICK

IL MIO CANE SALAME

Salame era il mio cane

che mangiava le banane.

Con le sue zampe le sbucciava

le ingoiava e si strozzava,

quel Salame del mio cane.

Maria e Francesca

IL LEONE PASTICCIONE

C’era  un leone dormiglione

che faceva un riposone.

Ogni zebra che vedeva la prendeva

come un gatto che correva

e per cacciare faceva un pasticcione.

Edoardo e Lorenzo B.

GATTO MATTO

Il mio gatto era matto

con tutti faceva un patto:

se qualcuno non lo rispettava

le orecchie gli mangiava.

Era veramente matto il mio gatto.

Giulia e Letizia

IL GALLO PAPPAGALLO

Quel gallo pappagallo

che adorava il ballo

musiche dall’Oriente

e anche dall’Occidente.

Ma guarda che gran ballo, quel Gallo Pappagallo.

Alvise e Luca

DELFINO CANTERINO O

BIRICHINO!!

C’era un delfino di nome Pallino

che era tanto birichino.

Giocava a pallone con un addestratore

e quando cadeva era un giocherellone.

Oh!! Che canterino questo delfino.

Martina e Rita

GATTO LEO  SPERICOLATO

Il mio gatto Leo è spericolato

e tutto il giorno mangia il gelato.

Ogni tanto graffia le tende

e sotto il letto si nasconde.

Il mio gatto Leo è spericolato.

Nicolò e Giorgia

IL CONIGLIO GIGLIO

Il coniglio Giglio

aveva un figlio.

Era molto bravo al gioco dello spettro

dove si mangiava il petto

e poi si grattava con un artiglio.

Vanessa e Asia

LA SCIMMIA  LUSILLA

La scimmia Lusilla ogni giorno cantava

e ogni elefante traballava.

Ogni volta saltava e sbatteva

e  con il tucano ballava e il gesso si metteva.

Quella scimmia sempre continuava.

Lorenzo F. Steven

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I NOSTRI LIMERICK

UN BEL CAGNOLINO

C’era una volta un bel cagnolino marroncino

che aveva come amico un bambino.

Un giorno gli diede un abbraccio

e si trasformò in un pagliaccio.

Fortunato cagnolino sei diventato un fighettino.

Piercarlo e Simone

GATTONE, CICCIONE, STUPIDONE

Il mio gattone è un vero ciccione

e quando cammina fa un ruttone.

Quando mangia si riempie la pancia

poi come dessert si prende un ‘ arancia,

il mio gattone è un vero stupidone.

Alex e Sebastian

STELLA E BELLA

C’era una gattina di nome Stella

che cantava insieme alla sua amica Bella

delle melodie divertenti

e altre che erano avvincenti.

Quella Stella era proprio una monella.

NOEMI E FRANCESCA V.

Il ballo del cavallo

Il cavallo pappagallo

è un fan del traballo.

Ogni bambino che lo vede

come un matto gli sorride

e per applaudire si veste di giallo.

Giorgia C. Camilla  Akousa

L’unicorno

L’unicorno dal corno dorato

è sempre bello e spensierato.

Ogni volta che volava

una parolina gli scappava.

La parolina è:…Ue! Ue!… Mamma! Sono bagnato!

Sara Andjela

Gallo il cavallo che amava il gallo

C’era un cavallo di nome Gallo

che andava matto per il ballo

ogni mattina ballava il tango

e andava a letto la sera ricoperto di fango

Così si svegliava con il traballo.

Gino grassotti e Lulù con il tutu

C’era un cavallino  di nome Gino

che era grassottino e piccolino

aveva una cuginetta di nome Lulu

che indossava un bel tutu.

E  giocavano insieme fino al mattino.

Rachele Anna

Il panda Lamba

C’era un panda di nome Lamba

che voleva comprare un’auto stramba.

Un bambino gliela regalò

ma assomigliava a un pedalò

Così il panda ci entrò con una gamba.

Giorgio Gabriele

Un gatto da strapazzo

C’era un gatto di nome Tatto

che sognava di essere matto.

Alla mattina si lavava

mentre fischiettava.

Quel gatto Tatto faceva con tutti un patto.

Fabio Nicolò

IL CONIGLIO DI MIO FIGLIO

Il coniglio  di mio figlio

dorme in un ripostiglio.

E’ un ciccione

e ogni giorno gioca a pallone,

quel coniglio di mio figlio.

Ruggero Andrea

Gattone, ciccione, stupidone

Il mio gattone è un vero ciccione

e quando cammina fa sempre un ruttone.

Quando mangia si riempie la pancia

poi, come dessert si prende un’arancia.

Il mio gattone è uno stupidone.

Sebastian Alex

Gatto pasticcione

C’era un gatto di nome Ezechiele

che diceva frasi parallele.

Ogni ragazza che lo ascoltava

come una matta con lui cantava

quel gattone di nome Ezechiele.

Ana e Giorgia U.

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IL LIMERICK

Lavoriamo in coppia per produrre un Limerick.

Il limerick è un gioco di rime, una poesia nonsense, vale a dire quasi sempre basata sull’assurdo e su giochi di parole senza senso. Il suo fine è quello di far divertire, creando situazioni estrose e fantasiose. Ma attenzione! la posizione della rima è molto importante.

Le regole per costruire un limerick:

Si compone di cinque versi che parlano di cose stravaganti ed assurde, a volte senza capo né coda.

  • Il primo verso contiene la scelta del protagonista.
  • Il secondo verso indica una qualità o un’azione del protagonista e rima con il primo
  • Il terzo e il quarto verso che rimano tra loro, sviluppano l’azione impostata nei primi due versi
  • Il quinto verso rima con i primi due e spesso ripresenta il protagonista con ripetizione dell’ aggettivo qualificativo o con uno nuovo.

È  bello accompagnare la produzione poetica al disegno che rappresenta il protagonista del limerick alle prese con qualche situazione assurda.

1. Componi un limerick. Ti diamo una lista di parole in rima da utilizzare come preferisci. Se non ti piacciono puoi trovarne altre da solo.

Gatto   –     matto    –   patto

cane     –     pane     –  rane

coniglio     –     figlio      –  miglio

cavallo  –    ballo       –   traballo

ESEMPIO:

C’era un cagnolino di nome Lele

che recitava frasi in rime parallele.

Ogni bambino che lo ascoltava

come un matto le canticchiava

e per applaudire si leccava le chele.

Teachers

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Neve

NEVE NEVE DOVE SEI?

Neve neve dove sei?

Vieni mese di Dicembre

prendi un treno

non tardare

è scoccata l’ora

del nevicare

del nevicare

ne

vi

ca

re

Vivian Lamarque

Ascolta la lettura dell’insegnante.

Che sensazioni hai provato?

Illustra la poesia con la tecnica dei colori a matita e delle sfumature.

Quadri Marino Di Fazio, pittore ligure naif.

CHI E’ VIVIAN LAMARQUE

E’ nata a Tésero (Trento) il 19 aprile 1946. Di origini valdesi (il nonno Ernesto Comba, pastore, è autore di un’importante Storia dei Valdesi, pubblicata nel 1935), viene data in adozione, a nove mesi, a una famiglia cattolica milanese. A quattro anni perde il giovane padre adottivo, valoroso Vigile del Fuoco. A dieci scopre di avere due madri e inizia a scrivere le prime poesie. Vive a Milano dove ha una figlia e due nipoti.
Ha insegnato italiano agli stranieri e letteratura in licei privati. Ha tradotto La Fontaine, Valéry, Prévert, Baudelaire. Dal 1992 scrive sul Corriere della Sera.
Il suo primo libro, Teresino, ha vinto il Premio Viareggio Opera Prima nel 1981. Tra gli altri successivi premi, il Montale (1993), il Pen Club (1996), il Camajore (2003), l’Elsa Morante (2005), il Cardarelli-Tarquinia (2006). Autrice anche di molte fiabe, ha ottenuto il Premio Rodari (1997) e il Premio Andersen (2000). Gran parte della sua produzione poetica è stata raccolta nell’Oscar Mondadori Poesie 1972-2002.

 

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AUGURI DI PACE – CALLIGRAMMI

CALLIGRAMMA

CALLIGRAMMI AUGURALI

 

 

 

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