Articoli con tag: racconto

UGUALI MA DIVERSI

U COME UGUAGLIANZA

L’uguaglianza, che cos’è?
Che tu sei uguale a me?
Hai forse la mia stessa altezza
vedi nel cielo, la mia stessa bellezza?
Stammi bene a sentire…
uguaglianza vuol dire
diritti e doveri in parità
per tutti quanti, nella società…

Un pesce fuor d’acqua

tratto dal libro “La Piccola Voce”

Sal era un pesciolino alquanto anomalo, amava nuotare a pelo d’acqua, a differenza di tutti gli altri pesci della sua comunità che nuotavano ad una certa profondità. Gli abissi del mare per Sal però erano troppo bui ed egli aveva sempre cercato di raggiungere quella luce chiara che fievolmente filtrava attraverso la superficie dell’acqua. A causa di questo suo modo d’essere, il pesciolino era da tutti considerato un “diverso” e per questo isolato. Talvolta Sal correva tra le lacrime dalla sua mamma, che lo amava più di ogni altra cosa e che era solita dirgli:

Tesoro  la diversità non è un difetto ma è il secondo nome della normalità, quello che siamo soliti non usare. La regola che governa il nostro mondo si basa sul principio della promiscuità o diversità. Non esiste in natura nessuna cosa identica all’altra, anche ciò che all’apparenza sembra appartenere a un gruppo omogeneo è a sua volta composto da individui diversi gli uni dagli altri.

alga

Prendi per esempio quel gruppetto di alghe laggiù e osservale, vedrai che seppur ti appariranno tutte identiche, prese singolarmente saranno una diversa dall’altra. Tutto in natura segue la stessa legge, pertanto che tu sia diverso non mi fa meraviglia perché siamo tutti diversi. Anche se talvolta preferiamo guardare la diversità negli occhi degli altri piuttosto che riconoscerla in noi stessi e questo solo per paura.

alga

E’ molto più facile sentirsi parte integrante di un gruppo, perché in questo modo ci sentiamo meno fragili, e le nostre paure più profonde trovano in questa illusione un’oasi di pace.

_alghe

Pertanto non te la prendere più di tanto figlio mio, coloro che ti giudicano oggi non hanno ancora osservato bene se stessi, e sono molto indietro rispetto a te sulla scala dell’evoluzione personale. Quando un dì riusciranno ad osservarsi con lo stesso senso critico che oggi usano per giudicare te, capiranno di non essere infine tanto diversi da chi giudicavano.

Nonostante le sagge parole della mamma il povero Sal si sentiva sempre più triste, forse se fosse stato un’alga invece che un pesce avrebbe sofferto molto meno di come invece soffriva. Nel suo cuore c’era una fiammella eternamente accesa, ed era quella luce che lo spingeva ad uscire da quel buio degli abissi in cui viveva, ma nessuno lo avrebbe mai potuto capire.

Un giorno particolarmente buio il giovane pesce salutò idealmente il suo mondo, al quale ormai non si sentiva più legato, e incominciò a nuotare verso quella luce che filtrava sopra il mare. Giunto a pelo d’acqua si fermò per un attimo e gli ritornarono alla mente le parole degli anziani :

Salomone ascolta, solo pochi sprovveduti hanno superato il confine tra il mondo inferiore e il mondo superiore, e chi lo ha fatto non è più tornato a raccontarlo!

Ma Sal era disperato e senza pensarci su due volte saltò fuori dall’acqua, trovandosi a volare leggero nell’aria limpida e luminosa del giorno. Pochi istanti di quella visione di luce e cielo gli diedero un’energia mai provata prima, si sentì immerso completamente nell’amore. Nel ricadere in mare con gli occhi colmi di lacrime di gioia, Sal decise di raccontare agli anziani cosa aveva visto, e con entusiasmo descrisse tutte le bellezze che aveva potuto osservare, raccontò che al di sopra del mare c’era un altro mondo pieno di luce e aria respirabile, e che bastava solo crederci per rompere il sottile velo che divideva i due mondi. Gli anziani lo ascoltarono e poi decretarono che il giovane pesce era impazzito completamente, nessuno era mai tornato da lì per poterlo raccontare e poi dissero, ma giusto per accontentarlo:

Portaci un segno e ti crederemo!

Sal si sentì ancora più solo, in effetti si era sempre sentito come un pesce fuor d’acqua anche nel suo mondo, e ora che lo era davvero nessuno gli credeva. Risalì di nuovo sopra il livello del mare, voleva portare agli abitanti degli abissi un segno tangibile della sua scoperta. Emerse con la testa dal mare e rivide quel meraviglioso panorama, un cielo immenso e luminoso tagliato di tanto in tanto dal volo di coloratissimi uccelli, e un sole splendente. La bellezza di quel luogo lo incantava ma non vi era nulla che potesse portare via, ciò che aveva trovato lì era l’armonia dell’anima. Mentre era preso e compreso dai suoi pensieri un uccello dalle larghe ali gli venne incontro chiedendogli perché fosse tanto triste, e il giovane pesce gli raccontò il suo dilemma. L’uccello sorrise dicendogli:

Se ho ben capito devi portare lì giù da Voi un segno dell’esistenza di questo mondo, altrimenti non ti crederanno mai. Ebbene non è poi tanto difficile, ci penserò io!

Il variopinto uccello si allontanò qualche minuto e poi tornò portando nel becco un ramoscello che consegnò a Sal dicendo:

Questo frutto cresce solo in questo luogo, nessuno potrà mai obiettarti la sua origine, perché loro sanno che il ramo che porti nasce da un grande albero.

Sal sorrise felice e chiese all’uccello di che frutto si trattasse e l’uccello:

Il ramoscello che ti ho dato è di un albero di ulivo simbolo di pace, e di questa pace tu sarai messo. Va’ dagli anziani, loro sapranno riconoscerne il valore.

Il giovane pesce scese negli abissi portando con sé il ramoscello d’ulivo e lo consegnò agli anziani i quali, così come aveva detto l’uccello, non poterono più dubitare della sua buona fede. Sal non si sentì mai più come un pesce fuor d’acqua e neanche la sua comunità lo considerò più tale e da quel giorno nessuno più usò la parola “diverso”, che venne abbandonata in luogo del suo secondo nome “normale”.

pesce_01

1)   Chi è il protagonista della storia?

2)   Perché Sal era un pesciolino anomalo?

3)   Cosa gli risponde la mamma per consolarlo?

4)   Cosa decide di fare un giorno il piccolo Sal?

5)   Quali emozioni prova Sal , quando raggiunge il suo obiettivo?

6)   Perché gli anziani non gli credono?

7)   Cosa gli chiedono gli anziani per credere al suo racconto?

8)   Chi aiuta il protagonista?

9)   In che modo l’aiutante aiuta Sal?

10)   Cosa simboleggia il rametto di ulivo?

11)    Come si conclude la storia?

12) Secondo te, qual è il messaggio del racconto?

PER RIFLETTERE:

SIAMO UGUALI: 

Siamo tutti esseri umani, con diritti e doveri.

Proviamo tutti le stesse emozioni.

SIAMO DIVERSI:

Abbiamo diversa nazionalità

diverso aspetto fisico

diverso carattere

diversi interessi

PERCHE’…

Le differenze esistono

Le differenze possono non piacere

Le differenze sono anche positive

La vita sociale ci chiede di tollerare anche cose che non ci piacciono, nel rispetto di tutti.

UNA PAGINA DI DIARIO

Scegli un amico della tua classe e parla delle uguaglianze e delle diversità che vi fanno stare bene insieme.

Segui lo schema:

  • Saluta il tuo diario
  • Presentagli il tuo amico/a
  • Racconta come e quando l’hai conosciuto
  • Spiega alcuni aspetti di uguaglianza che vi legano (interessi, emozioni…)
  • Spiega alcune vostre diversità che vi legano
  • Cosa ti piace di lui/lei?
  • Cosa non ti piace di lui/lei?
  • Cosa significa per te voler bene ad un amico?
  • Saluta il tuo diario.
  • Firma
Annunci
Categorie: Classe quinta, comprensione del testo, scrittura | Tag: , , , , , , , , | 1 commento

Le nostre cronache

Cari lettori,
siamo qui a condividere il nostro progetto di scrittura che ci sta coinvolgendo ormai da quattro settimane.

La nostra teacher, andando per biblioteche, ha trovato un libro tanto particolare quanto affascinante: “Le cronache di Harris Burdick”.

Subito lo ha condiviso con noi e il nostro entusiasmo ci ha portati a desiderare di diventare scrittori per dar vita a fantastici racconti ispirati alle misteriose foto in bianco e nero che qui sono raccolte.

cronacheburdick

Chris Van Allsburg – Le cronache di Harris Burdick – Il Castoro

71XNZTIHEHL._SL1500_
Così abbiamo dato vita ad un percorso strutturato nel modo seguente:
  • osservazione della fotografia in bianco e nero
  • descrizione collettiva verbale di ogni dettaglio: il contributo di tutti noi qui è stato fondamentale per accorgersi anche dei particolari più nascosti
  • conversazione per dar vita a tutte le soluzioni possibili alla situazione rappresentata
  • scrittura individuale del racconto ispirato alla fotografia
  • riproduzione della fotografia in bianco e nero con matite 2B e 6B
  • trascrizione del testo in laboratorio di informatica per realizzare un libro di classe dal titolo “cronache in bianco e nero”
  • condivisione con le altre classi quarte coinvolte nello stesso progetto del lavoro ottenuto

Queste sono alcune delle foto presenti nel libro che vi consigliamo vivamente di leggere. Il racconto di Stephen King qui contenuto ci ha lasciati col fiato sospeso fino all’ultima frase.

cronache2.resized

Chris Van Allsburg – Le cronache di Harris Burdick – Il Castoro

cronache1.resized

Chris Van Allsburg – Le cronache di Harris Burdick – Il Castoro

00477582_b

Chris Van Allsburg – Le cronache di Harris Burdick – Il Castoro

images

Chris Van Allsburg – Le cronache di Harris Burdick – Il Castoro

Il lavoro diventa sempre più appassionante ad ogni lezione. Pubblicheremo nel nostro “Diario di Bordo” alcuni nostri lavori.

Buona scrittura a tutti

La redazione di Ascuolaconnoi

Mano-che-scrive

Categorie: classe quarta, italiano, scrittura | Tag: , , , , , , , | 1 commento

CENTO PEZZI DI PANE

CENTO PEZZI DI PANE

Un panettiere stava nel suo negozio a vendere il pane.

Ad un tratto arrivò un’automobile che frenò bruscamente. Era la sua mamma che gli portò in panificio i suoi figli terribili, e se ne andò a fare la spesa.

Proprio in quel momento entrò nel panificio una principessa che ordinò cento pezzi di pane per una festa a corte. Il povero panettiere si disperò perché non sapeva come fare tanto pane così in fretta. Si mise le mani nei capelli sperando in un miracolo, quando una folata di vento improvvisa portò una fata. La fata fece una magia: comparvero pezzi di pane dalle forme più strane, arricciate, stellate, intrecciate e così via.

La principessa ringraziò felice e ripagò il panettiere con tutte le monete d’oro che aveva con sé, e se ne andò. Subito dopo il panettiere trovò per terra una busta che era caduta alla principessa. La aprì e vide che conteneva una mappa. Seguì la strada indicata e arrivò ad un armadio. Incuriosito lo aprì, entrò e si trovò in un mondo fantastico.

Gli venne incontro un cavallo che lo invitò a salire e insieme si diressero verso un castello che si scorgeva in lontananza. Strada facendo incontrarono un povero bambino malvestito. Il panettiere, impietosito, gli diede un pezzo del suo pane. In realtà il bambino era un mago che volle metterlo alla prova e, per ringraziarlo, gli diede una tazza contenente una chiave d’oro, e sparì. In volo, di sorpresa, arrivò una terribile strega che voleva la chiave, ma il panettiere si tolse le scarpe e sfoderò i suoi piedi puzzolenti.

Velocemente il panettiere aprì il portone del castello: una fitta nebbia avvolgeva la principessa, che fu così liberata. Tutti furono felici e si organizzò una strabiliante festa a cui furono invitati anche il panettiere e i suoi figlioli diventati gentili… e vissero felici e contenti.

Classe terza A

Categorie: classe terza, italiano, scrittura | Tag: , , , , , , , , , | 8 commenti

LA NONNA, L’ORSO, IL DINOSAURO E IL CAVALIERE

LA NONNA, L’ORSO, IL DINOSAURO E IL

CAVALIERE

C’era una volta, una nonna che si chiamava Annamaria. Era molto simpatica, sorrideva sempre e sapeva rasserenare, con la sua dolce voce, le persone che erano tristi.

Viveva in un castello abbandonato su una scogliera vicino al mare. Con lei abitava una gatta, Rascia, dal pelo soffice, caldo e marrone come il cacao.

Una sera,  nonna Annamaria sentì bussare alla porta. Quando andò ad aprire, si trovò di fronte un grosso orso ferito e traballante. Era arrivato fin lì dalle montagne, dopo aver vagato diversi giorni in cerca di un rifugio. La nonna lo accolse, curò le sue ferite e lo sfamò. Allora l’orso, con un filo di voce, raccontò di essere stato attaccato e scacciato dalla sua tana da un terribile … DINOSAURO!

Questi era molto alto, aveva artigli dalle unghie appuntite, lunghi denti aguzzi e sulla schiena aveva delle scaglie durissime.

Nonna Annamaria rimase molto colpita dal racconto dell’orso, perché pensava che i dinosauri fossero estinti. Inoltre pensò che quell’essere avrebbe potuto scendere dalle montagne ed aggredire gli abitanti del paese vicino dove vivevano anche i suoi nipotini Stefano e Giulia.

Così, quando l’orso si fu ripreso, si recò dal re, che viveva in un meraviglioso castello appena costruito. La nonna gli raccontò quanto le aveva riferito l’orso e lo pregò di mandare qualcuno sulle montagne per risolvere la situazione.

Allora il re mandò a chiamare il suo cavaliere più fidato e gli affidò la missione di sconfiggere il dinosauro. Per far questo diede al cavaliere un’arma preziosa: un’antichissima spada che aveva dei particolari poteri. (Anche se lui stesso non ricordava bene quali fossero.)

Dopo aver gustato una sostanziosa cena al castello della nonna, il cavaliere e l’orso, che conosceva la strada, partirono. Dopo due giorni e due notti di cammino, arrivarono alla tana dell’orso, che era una bella caverna. Nevicava ed era ancora buio. Piano, piano diedero una sbirciatina e videro un’enorme bestia che dormiva.

Proprio in quel momento, all’orso scappò una puzzetta, anzi una puzzona, e il dinosauro, allertato dall’odore, cominciò a svegliarsi. Allora il cavaliere disse all’orso di distrarre il dinosauro, mentre lui provava a salirgli sulla schiena.

L’orso, con il suo vocione, cominciò a cantare una ninna-nanna. Il dinosauro, che nel frattempo si era alzato ed era uscito dalla grotta, rimase disorientato, così il cavaliere riuscì a salirgli sulla schiena scalando le sue enormi scaglie e poté conficcargli la spada magica nella spalla. L’enorme animale cadde a terra lamentandosi e bisbigliando qualcosa.

 Proprio in quel momento, da un cespuglio, uscì fuori nonna Annamaria che, curiosa, non aveva resistito a seguire i due prodi amici. Si avvicinò al dinosauro, si chinò su di lui e riuscì a capire le sue parole. Diceva che non sapeva proprio come fosse arrivato fin lì . Stava passeggiando tranquillamente con la sua famiglia, quando aveva visto uno strano tunnel e d’un tratto si era ritrovato in quel mondo che non era il suo.

La nonna allora disse che bisognava fare qualcosa. Da un fagotto cominciò a tirare fuori erbe ed unguenti, mentre canticchiava allegramente delle dolci filastrocche. Poco dopo il dinosauro, con fatica, si rialzò, anche se la ferita gli faceva ancora male.

Intanto il cavaliere, che stava ripulendo la spada, toccò una grossa pietra rossa posta sull’impugnatura e successe un fatto molto strano: si formò un vortice d’aria che, pian, piano, si trasformò in uno misterioso tunnel. Era un passaggio simile a quello che aveva portato fin lì il dinosauro!

L’animale diede un’occhiata e capì che se voleva tornare a casa doveva percorrerlo tutto. Così salutò tutti e si scusò per i fastidi che aveva causato. Promise di ritornare per festeggiare insieme l’incontro con i nuovi amici e se ne andò.

A quel punto, l’orso poté rientrare nella sua tana ed il cavaliere e la nonna fecero ritorno dal re. Questi fu così contento del successo della missione che, come ricompensa, donò la spada al cavaliere.

La nonna ritornò al suo vecchio castello dove, nel frattempo, Rascia aveva avuto cinque splendidi gattini. Gioiosamente riprese le sue solite faccende e, quando andavano a trovarla i suoi nipotini, raccontava loro la storia incredibile dell’orso, del dinosauro e del cavaliere.

                                                                                                   CLASSE TERZA C

Categorie: classe terza, italiano, News, scrittura | Tag: , , , , , , , , , , | 2 commenti

IL NOSTRO PRIMO RACCONTO

IL TESORO PERDUTO

C’era una volta una principessa di nome Stella. Era bellissima, aveva capelli biondi e lunghi e amava tantissimo i gioielli: per averne di nuovi sarebbe stata disposta a fare qualsiasi cosa.

Un giorno decise di avventurarsi alla ricerca di una grotta, dentro la quale si diceva fosse custodito un enorme tesoro. Quando Stella entrò nella grotta, trovò dei terribili ragni guardiani, grandi, marroni e pelosi, che tessevano enormi ragnatele per impedire ai curiosi di vedere l’incredibile tesoro che lì era nascosto.

Stella guardò bene intorno e, come se non bastasse, vide anche un terribile dinosauro. Era orribilmente viscido e carnivoro e stava steso proprio vicino al forziere per proteggerlo.

Stella si spaventò molto alla vista di quegli esseri malefici, ma non si arrese e decise di cercare aiuto.

Uscì dalla grotta e vide, in lontananza, nascosta dal bosco intricato, una piccola casetta. Si avvicinò e bussò. Aprirono tre piccoli nani che, sentito dalla principessa il problema, decisero di aiutarla. Chiusero gli occhi, si strinsero le mani, pronunciarono delle parole incomprensibili e subito la terra iniziò a tremare talmente forte che la casetta dei nanetti crollò e un enorme masso si posò a chiudere la grotta dove era custodito il tesoro. Arrivò un treno molto particolare; la principessa e i nanetti salirono a bordo e subito furono portati in un’altra dimensione, dove ad attenderli c’era un cane parlante. Questo indicò loro delle scalette che si trovavano sotto i loro piedi. Le scesero e si trovarono davanti alla grotta. Subito i nanetti, con la forza delle loro braccia, cominciarono a picchiare il masso che ne chiudeva l’entrata e questo si sgretolò come per incanto. Il cane affrontò i terribili ragni, richiudendoli per sempre nelle loro stesse ragnatele. Quanto al dinosauro, quando vide la via d’uscita della grotta finalmente, sentì nel suo cuore un grande affetto e uscì a tutta velocità in cerca di una fidanzata.

Stella ormai vedeva il tesoro davanti a sé, ma una folata di vento improvvisa la investì e iniziò a sgretolare le pareti della grotta. Dovevano fare presto a recuperare il tesoro. Stella, i nanetti e il cane magico furono attirati dall’arrivo di un pullman, guidato dal re, che li invitava a salire se volevano rientrare al castello. Il re era felicissimo perché quello era il tesoro che molti anni addietro un terribile drago gli aveva rubato, e ora finalmente grazie a sua figlia, l’aveva ritrovato. I quattro salirono nel pullman proprio mentre la grotta crollava definitivamente, seppellendo per sempre quel luogo tetro e terrificante… e vissero tutti felici e contenti.

Classe 3A- Scuola primaria

PRINCIPESSA STELLA

finalmente Stella può riposare

Categorie: classe terza, italiano, scrittura | Tag: , , , , | 27 commenti

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Esposizione Artistica

Arte e immagine di A scuola con noi

La nostra Storia

Materiali di studio

Lim e dintorni

un blog sull'uso delle lavagne multimediali

Parole in gioco

giocar con la poesia

Maestra Elisa

Appuntiamoci cio' che c'e' di buono...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: