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P come… Pesce

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IL NOSTRO PESCIOLINO OCCHIONE…

SALUTA LUPETTO DAL LAGO GHIACCIATO DELLA MARMOLADA…

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IL MIO PIATTO PREFERITO

Oggi iniziamo il nostro percorso di educazione alimentare con un  bel testo…. dal titolo :

Il mio piatto preferito

Segui la traccia di lavoro:

* Qual è?
* quando lo mangi, cosa provi?
* quanto spesso lo mangi?
* chi te lo prepara?
* piace solo a te?
* pensi che ti faccia bene?
* cerca di scrivere la procedura di preparazione: ingredienti, esecuzione,  modalità di cottura.
* Disegnalo.

 

Buon lavoro a tutti…

Teacher

 

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VERIFICA SUL RIASSUNTO

Siete pronti per la verifica annunciata?

Eccola…

 

Leggi il testo e fai il riassunto, utilizzando al massimo 60 parole.

CE L’HANNO FATTA

Una squadra di boscaioli, sorpresi dal temporale, cerca riparo sotto un albero. Da lì sotto, il più giovane esce per andare a ricoprire la motosega, perché non si bagni. Ma al ritorno…

– Venite! Venite a vedere: lì in quello spiazzo c’è un capriolo appena nato. Venite ad aiutarmi!

Uscirono nel temporale anche gli altri tre e lo seguirono di corsa. Quando giunsero nella radura videro tra le felci l’animaletto quasi senza vita, battuto dall’acqua che gli faceva colare sopra fili d’erba, aghi d’abete e petali rossi di fiori: aveva gli occhi spalancati e certo non si rendeva conto che il mondo dov’era venuto alla luce da pochi minuti non era fatto solamente di temporali.

Un boscaiolo si chinò a raccoglierlo e portarlo all’asciutto, ma quello che l’aveva scorto per primo lo fermò: – Non toccarlo! – gli urlò tra lo scroscio, – se sente il tuo odore la madre lo abbandona. Non lo riconosce più!

Incominciò a grandinare e i grani battevano giù dagli alberi pigne e rametti; il boscaiolo cacciatore si levò la giacca e la tenne stesa sopra il capriolo: – Andate a prendere delle scorze e dei rami, – disse ai compagni, – dobbiamo fargli un ricovero sennò la tempesta lo ammazza.

– Ma dove sarà andata la madre? E come ha pensato di partorirlo qui vicino a noi? – chiese uno.

– Avrà cercato aiuto. Gli animali capiscono certe cose…

Adesso sarà spaventata dalle saette e magari è poco lontana, – riprese il più anziano dei quattro.

Ormai erano bagnati fin dentro le scarpe e fin sotto la maglia di lana; con lena pulirono e spuntarono quattro grossi rami; con la testa della scure li ficcarono nel terreno attorno al capriolo e poi con attenzione e a regola d’arte, in modo che non gocciolassero sotto, posarono le cortecce a fare tetto. La piccola bestiola lasciava fare, solo sentiva che ora l’acqua e la grandine non la battevano più: quei lampi improvvisi seguiti dal gran fragore del tuono che rimbombava nel bosco, ecco, lo spaventavano un po’.

– Chissà se la madre lo ritroverà; e se vivrà dopo un parto tra questa intemperia, – disse uno come a conclusione di un pensiero.

– Sono forti, loro, sono madri… – lo tranquillizzò il più anziano.

Ora le saette erano cessate ma continuava a piovere; il temporale si era spostato verso l’altra valle ma non si vedevano sprazzi d’azzurro: – Qui, ormai, ci conviene raccogliere su e andare a casa.

La mattina venne limpidissima che potevi contare gli alberi sulle creste dei monti lontani. Il guardacaccia salì con i quattro boscaioli e andarono insieme al ricovero del capriolo. Con attenzione levarono le cortecce messe a tetto sopra i rami, ma sotto, il capriolo non c’era più.

– Sarà venuta la madre a prenderselo, – disse il cacciatore. –

Senti, il covo è ancora tiepido, – aggiunse tastando con una mano le felci schiacciate.

Stettero un poco in silenzio, e a monte, sulla costa del bosco, sentirono un breve scalpiccìo e frusciare di rami. Poi belare.

– Sono loro, – disse il guardacaccia. – È venuta a prenderselo: ce l’hanno fatta.

(rid. e adatt. da: M. Rigoni Stern, Uomini, boschi e api, Torino, Einaudi, 1980, pp. 34-37)

 

Questo è l’autore del brano proposto: Mario Rigoni Stern:

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Mario Rigoni Stern è nato ad Asiago nel 1921 e morto sempre ad Asiago nel 2008.

E’ stato un militare e uno scrittore italiano, nonché un Cavaliere della Repubblica italiana. Il suo nome è stato dato all’asteroide

12811 Rigonistern, 

scoperto nel 1998 nell’osservatorio astrofisica di Asiago

12811 Rigonistern

12811 Rigonistern

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IL RIASSUNTO

Oggi lavoriamo in coppia per ripassare bene un tipo di testo molto importante: il riassunto.

Ma che cos’è il riassunto?

e come si fa?

 

mappa mentale Riassunto Franca Storace Annapaola CapuanoQuesto è quello che è emerso dalla nostra discussione in classe.

Riassumere un testo significa raccontarlo con meno parole, riferendo solo i passaggi importanti.

COME PROCEDERE?

  1. Leggere con attenzione per comprendere bene il contenuto e il significato delle parole.

  2. Dividere il testo in sequenze.

  3. A scelta, si sottolineano le parti importanti o si eliminano quelle inutili.

  4. Non usare mai la prima persona, ma la terza singolare o plurale.

  5. Trasformare il discorso diretto in discorso indiretto.

  6. Eliminare le similitudini e gli esempi.

  7. Mentre scrivo il riassunto, controllo che i legami delle frasi siano corretti.

  8. Rileggere con attenzione, controllando la correttezza, il senso generale (forma) e le informazioni essenziali alla comprensione del testo.

pulito

Bene. Ora, in coppia, riassumete il brano dal titolo “Pulitopoli” di pag 174-175 di Mille e una Storia.
Buon lavoro
Teacher

 

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VERIFICA TESTO DESCRITTIVO

Nel seguente testo, inserisci le descrizioni complete di tutte le parole sottolineate:

IL LUNGO VIAGGIO ALLA RICERCA DEL CALDO

Alcune cicogne si aggirano sulle rive di un tranquillo lago assolato.

Tutti conoscono questi grandi uccelli.

Tutti sanno che nidificano in vaste regioni dell’Europa centro-settentrionale e orientale, e anche nel sud della Spagna.

Tutti sanno che questi uccelli si costruiscono il nido in cima ai tetti delle case. Spesso nelle regioni in cui nidificano, si sente dire: “Le cicogne arrivano”, “Le cicogne partono”. Allora ci prende la curiosità di sapere da dove vengono?

Dove vanno?

A partire dalla fine del mese di agosto, quando nell’Europa settentrionale fa già piuttosto  freddo, le cicogne prendono il volo alla volta dell’Africa meridionale. Là il clima è caldo e arrivano ai grandi laghi paludosi e le cicogne potranno mettere il becco su bocconi a loro particolarmente adatti: rane, bisce d’acqua, pesciolini, insetti acquatici. Per raggiungere queste zone esse seguono sempre le stesse rotte. Se osserviamo una carta geografica le possiamo individuare a   colpo  d’occhio. Una è la rotta occidentale, che attraversa la Francia, La Spagna, lo stretto di Gibilterra e arriva in Africa. L’altra è la rotta orientale, che attraversa tutto l’est dell’Europa, passa sopra il Bosforo e il Canale di Suez.

Come facciamo a saperlo? Lo sappiamo perché gli zoologi marcano le giovani cicogne mediante piccoli anelli fissati alle  zampe e poi effettuano controlli lungo il percorso. In questo modo I grandi uccelli bianchi sono stati rintracciati a 50.000 chilometri dal loro nido!

E ora qui trovi le informazioni che ti servono per completare le tue descrizioni:

Cicogna:Storch im Dresdner Zoo n.-3-Cicogna-bianca-2-LIPU-Niscemi-e-Catania

La cicogna bianca è inconfondibile: è un grande uccello bianco e nero, con zampe, collo e becco lunghi. Presenta un piumaggio prevalentemente bianco, con solo le penne remiganti (primarie, secondarie e terziarie) delle ali nere. Nell’adulto il becco e le zampe sono di colore rosso acceso, anche se queste ultime spesso sono sporche di escrementi e quindi biancastre. In base all’età il colore del becco cambia: nei primi mesi è grigio, ma con la crescita diventa rosso; i giovani (dalla fine della loro prima estate all’inizio della seconda) hanno solo l’estremità nera.

La cicogna bianca è un uccello di grandi dimensioni (il terzo più grande del mondo): dalla punta del becco alla punta della coda può essere lunga anche 110 cm, mentre l’apertura alare sfiora i 220 cm. Quando è in piedi è alta fino a 125 cm. Il peso si aggira intorno ai 4 kg, con un massimo di 4,5 kg. Mediamente i maschi sono leggermente più grandi delle femmine.

La cicogna bianca ha ali lunghe e larghe, adatte per planare. Quando è in volo si nota ancora meglio la distinzione tra le remiganti nere e il resto dell’ala bianco. In volo tiene il collo disteso e le zampe allungate. Plana molto spesso; quando è in volo battuto i battiti sono lenti e regolari.

Durante il periodo della cova, può emettere fischi e “colpi di tosse”; durante la “parata nuziale” sono frequenti i colpi di becco ritmati.

Nido della cicogna:

nido-di-cicogna_sito cicogne_monsummano_01_foto_maurizio_berni Cicogne Cascina 07 cicognaNido100625_est1

In Europa costruiscono i loro nidi su strutture prodotte dall’uomo come tetti, torri, ciminiere, pali del telefono, muri, fienili e ovviamente nelle torri costruite appositamente per loro. Le Cicogne ritornano a nidificare ogni anno nello stesso posto. Anche le giovani Cicogne ritornano nei pressi di dove sono nate, ci sono addirittura dei nidi utilizzati in modo continuo da centinaia di anni.

Qui senti in verso della cicogna:

Le rotte della migrazione:

rottecicogneLa formazione di volo:

volo-delle-gruLago paludoso:

1979219-paludoso-lago-con-canna-su-un-luminoso-giornoEcco… qui c’è tutto quello che ti serve per realizzare le tue descrizioni…

Rileggi bene prima di consegnare…

Buon lavoro…

Teacher

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LA DESCRIZIONE DI UN PAESAGGIO

PER SCRIVERE UN BELLISSIMO TESTO DESCRITTIVO E’ IMPORTANTE:

• usare frasi brevi, per una maggiore chiarezza della descrizione;

• usare vari e ricchi termini relativi ai dati visivi, uditivi, tattili, olfattivi e gustativi, obbligatori per fornire un’immagine chiara e  precisa della persona, dell’animale, della cosa o dell’ambiente di cui si parla;

• usare gli indicatori spaziali: davanti, dietro, in basso, in alto, a sinistra, a destra, in primo piano in secondo piano, in lontananza, sullo sfondo ecc…, molto importanti e obbligatori nella descrizione di una persona, di un animale, di un ambiente, di un oggetto posizionato nello spazio ;

• usare gli aggettivi, obbligatori che indicano le qualità riferite alla persona, animale,  cosa o ambiente di cui si parla.

QUANDO DESCRIVI UN AMBIENTE devi tenere conto delle:

  • informazioni provenienti dai 5 sensi

  • descrizione del primo piano

  • descrizione del secondo piano

  • descrizione dello sfondo

  • colori

  • suoni e rumori

  • odori e profumi

  • temperatura

  • sensazioni e stati d’animo

RICORDA: La descrizione procede dal generale al particolare, cioè da una visione d’insieme ai dettagli o viceversa.

Segue inoltre un ordine spaziale. Procede dall’interno verso l’esterno, dall’alto verso il basso, da sinistra a destra o viceversa, oppure dal primo piano allo sfondo.

Propongo qui di seguito alcune immagini di paesaggi.

In classe ne osserveremo una per tutti e procederemo alla descrizione:

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Clicca qui per leggere i nostri lavori: DIARIODIASCUOLACONNOI

Buon lavoro…

Teacher

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TESTO DESCRITTIVO

        Il testo descrittivo è un tipo di testo che comunica con le parole le caratteristiche di una persona, di un animale, di una cosa o di un ambiente.

Descrivere è un po’ come «fotografare con le parole» persone, animali, oggetti e ambienti, in tutti i loro particolari.

Per descrivere occorre seguire un ordine e utilizzare i dati descrittivi, cioè le informazioni che ci trasmettono i cinque sensi: dati visivi, tattili, olfattivi, gustativi, uditivi.

Una descrizione è:

– oggettiva, quando chi descrive non manifesta le proprie emozioni ma riporta caratteristiche che tutti possono osservare e che restano invariate da qualsiasi punto di vista;

– soggettiva, quando chi descrive racconta la realtà così come lui la vede, riportando impressioni, riflessioni e stati d’animo e utilizzando un linguaggio ricco di aggettivi, metafore, similitudini, paragoni…

scrittura

 

leggi:

1. LA MELA

La mela è il frutto più destagionalizzato, lo si trova tutto l’anno, ciò richiede la presenza di impianti che provvedono alla conservazione e ne distribuiscano la disponibilità su di un ampio arco di tempo.

La maturazione naturale varia da fine agosto a metà ottobre.

La mela ha un potere antiossidante poiché contiene vitamine importanti come provitamina A, vitamine B1, B2, B6, E e C, niacina e acido folico, insieme a flavonoidi e carotenoidi, dall’effetto antiossidante.

Le mele sono destinate prevalentemente al consumo casalingo, per quello immediato ma anche in cucina per la preparazione di primi, secondi e diversi dolci. Inoltre si presta anche ad essere utilizzata per preparare in

casa maschere di bellezza. La mela è da sempre alleata della bellezza: ha un bassissimo apporto calorico e, grazie alla pectina, aiuta ad eliminare dal corpo le sostanze tossiche.

2. LA MELA

È il mio frutto preferito: la mela. Anzi visto che mi piace così tanto, i nonni hanno piantato, davanti alla loro casa, un melo. – Così ne puoi mangiare a volontà – ripetono sempre. Ma io non riesco a mangiarle tutte e a chiunque mi viene a trovare io offro sempre una mela.

La trovo dissetante come una bibita, dolce come un biscotto e rinfrescante come un gelato. Anche a scuola mi piace sgranocchiare una mela o, quando la maestra ce lo permette, bere un centrifugato appena fatto.

Tutte le volte che vado a trovare i nonni, c’è un rito da compiere: mangiare una mela appena colta. Mi piace addentarla lì, accanto all’albero.

Cosa dirvi… come Biancaneve non so resistere davanti ad una mela.

Confronta i due testi e completa.

• La descrizione oggettiva è la n. .

• La descrizione soggettiva è la n. .

• La descrizione n. si può trovare in un racconto.

• La descrizione n. si può trovare in un’enciclopedia.

• Qual è l’oggetto della descrizione in entrambi i testi?

• Qual è la differenza tra la prima descrizione e la seconda?

Unknown

Ora descrivi il giacinto portato a scuola da Giorgia, usando una descrizione oggettiva e poi soggettiva:

giacinto rid

Buon lavoro

Teacher

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La mia classe

Oggi scriveremo una pagina del diario personale.

Presentiamo al nostro amico la nostra classe.

la mia classe

Segui lo schema:

  1. Da chi è formata la tua classe.

  2. Come si sta in classe durante le attività di lavoro?

  3. Come si sta durante i momenti liberi o di gioco?

  4. Descrivi il carattere della tua classe.

  5. Ci sono dei tuoi amici? Parlane.

  6. Ci sono compagni con cui non vai proprio d’accordo? Perché?

  7. Quali problemi relativi al clima della classe vorresti poter risolvere per stare meglio?

  8. Cosa potresti fare tu per stare meglio?

  9. Cosa potrebbero fare gli altri?

  10. Conclusione: quali sono le tue speranze per il futuro riferite alla classe?

 

Buon lavoro a tutti

Teacher

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SCRITTURA: … E PIOVE ANCORA

pioggia

Elabora un testo descrittivo sulla pioggia, seguendo lo schema:

1) Introduzione: scrivi la situazione attuale, in cui la pioggia cade incessante da molti giorni

2) Cosa vedi dalla finestra? Racconta

3) Descrivi la pioggia e il cielo utilizzando questi dati:

Dati visivi:  il cielo cupo, in alcuni punti quasi nero, la pioggia che forma pozzanghere o che scorre creando dei piccoli ruscelli.

Dati uditivi: il rumore della pioggia, il ticchettio della pioggia sulle finestre appannate o il rumore dello scroscio dell’acqua sui tetti e sugli alberi.

Sensazioni: paura quando sento il rombo dei tuoni o vedo un fulmine o un lampo; il piacere di essere nel calduccio della casa ben protetto; noia di non poter uscire per giocare; tristezza provocata dall’essere circondato da colori grigi e freddi

4) Cosa fai di solito quando piove? arricchisci la descrizione con le tue sensazioni e gli stati d’animo.

5) Notizie dal mondo: i Tg non fanno altro che parlare dei danni provocati dalla pioggia a questa nostra terra ferita. Esponi quelli che hai sentito e indica cosa ne pensi.

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Qui di seguito una parte bella poesia “Pioggia nel pineto” – di Gabriele D’annunzio

Taci.
Su le soglie
 del bosco
non odo
 parole
che dici
 umane;
ma odo
 parole
più nuove
che parlano gocciole e foglie
 lontane.
Ascolta.
Piove 
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
 salmastre ed arse,
piove sui pini
 scagliosi ed irti,
piove su i mirti
 divini,
su le ginestre fulgenti 
di fiori accolti,
su i ginepri folti 
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
 silvani,
piove su le nostre mani 
ignude,
su i nostri vestimenti
 leggeri…
Odi?
La pioggia cade
su la solitaria
 verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade….
Teacher
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Caro diario…

Ecco alcune possibilità di scrittura nel nostro diario personale…

Scegliete e… buon lavoro…

  • Caro diario, ricordo la più bella festa di compleanno…

  • Caro diario, ti presento il mio migliore amico…

  • Caro diario, ho bisticciato con il mio migliore amico…

  • Caro diario, una giornata indimenticabile…

  • Caro diario, ho visto in un negozio…

  • Caro diario, ho fatto un viaggio favoloso…

  • Caro diario, ho sentito una notizia incredibile…

  • Caro diario, ho letto un libro emozionante…

  • Caro diario, ho guardato un film meraviglioso…

  • Caro diario, è accaduto un fatto eccezionale…

A questo punto hai scelto… nella scrittura controlla questi aspetti:

1) Hai steso una mappa concettuale dei contenuti di esperienze personali?

2) Hai scritto ciò che ti richiedeva il titolo ?

3) Hai ben dosato le parti del testo?

4) Hai usato una certa varietà di vocaboli appartenenti a ciascuna parte del testo ?

5) Hai trovato degli errori ortografici? No? (Rileggi attentamente)

6) Hai rispettato la punteggiatura?

7) Hai trovato delle incongruenze o delle contraddizioni?

8) Hai riletto tutto per controllare la forma?

9) Hai inserito i tuoi pensieri, le tue emozioni ?

Se hai fatto tutto questo, sei pronto per consegnare all’insegnante…

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