Articoli con tag: scuola primaria

UN ANNO SPECIALE

Quest’anno, cari lettori, sarà un anno speciale per noi di classe seconda, un anno…

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Seguiteci…

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Aspettando il Natale

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P come… Pesce

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IL NOSTRO PESCIOLINO OCCHIONE…

SALUTA LUPETTO DAL LAGO GHIACCIATO DELLA MARMOLADA…

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VERIFICA SUL RIASSUNTO

Siete pronti per la verifica annunciata?

Eccola…

 

Leggi il testo e fai il riassunto, utilizzando al massimo 60 parole.

CE L’HANNO FATTA

Una squadra di boscaioli, sorpresi dal temporale, cerca riparo sotto un albero. Da lì sotto, il più giovane esce per andare a ricoprire la motosega, perché non si bagni. Ma al ritorno…

– Venite! Venite a vedere: lì in quello spiazzo c’è un capriolo appena nato. Venite ad aiutarmi!

Uscirono nel temporale anche gli altri tre e lo seguirono di corsa. Quando giunsero nella radura videro tra le felci l’animaletto quasi senza vita, battuto dall’acqua che gli faceva colare sopra fili d’erba, aghi d’abete e petali rossi di fiori: aveva gli occhi spalancati e certo non si rendeva conto che il mondo dov’era venuto alla luce da pochi minuti non era fatto solamente di temporali.

Un boscaiolo si chinò a raccoglierlo e portarlo all’asciutto, ma quello che l’aveva scorto per primo lo fermò: – Non toccarlo! – gli urlò tra lo scroscio, – se sente il tuo odore la madre lo abbandona. Non lo riconosce più!

Incominciò a grandinare e i grani battevano giù dagli alberi pigne e rametti; il boscaiolo cacciatore si levò la giacca e la tenne stesa sopra il capriolo: – Andate a prendere delle scorze e dei rami, – disse ai compagni, – dobbiamo fargli un ricovero sennò la tempesta lo ammazza.

– Ma dove sarà andata la madre? E come ha pensato di partorirlo qui vicino a noi? – chiese uno.

– Avrà cercato aiuto. Gli animali capiscono certe cose…

Adesso sarà spaventata dalle saette e magari è poco lontana, – riprese il più anziano dei quattro.

Ormai erano bagnati fin dentro le scarpe e fin sotto la maglia di lana; con lena pulirono e spuntarono quattro grossi rami; con la testa della scure li ficcarono nel terreno attorno al capriolo e poi con attenzione e a regola d’arte, in modo che non gocciolassero sotto, posarono le cortecce a fare tetto. La piccola bestiola lasciava fare, solo sentiva che ora l’acqua e la grandine non la battevano più: quei lampi improvvisi seguiti dal gran fragore del tuono che rimbombava nel bosco, ecco, lo spaventavano un po’.

– Chissà se la madre lo ritroverà; e se vivrà dopo un parto tra questa intemperia, – disse uno come a conclusione di un pensiero.

– Sono forti, loro, sono madri… – lo tranquillizzò il più anziano.

Ora le saette erano cessate ma continuava a piovere; il temporale si era spostato verso l’altra valle ma non si vedevano sprazzi d’azzurro: – Qui, ormai, ci conviene raccogliere su e andare a casa.

La mattina venne limpidissima che potevi contare gli alberi sulle creste dei monti lontani. Il guardacaccia salì con i quattro boscaioli e andarono insieme al ricovero del capriolo. Con attenzione levarono le cortecce messe a tetto sopra i rami, ma sotto, il capriolo non c’era più.

– Sarà venuta la madre a prenderselo, – disse il cacciatore. –

Senti, il covo è ancora tiepido, – aggiunse tastando con una mano le felci schiacciate.

Stettero un poco in silenzio, e a monte, sulla costa del bosco, sentirono un breve scalpiccìo e frusciare di rami. Poi belare.

– Sono loro, – disse il guardacaccia. – È venuta a prenderselo: ce l’hanno fatta.

(rid. e adatt. da: M. Rigoni Stern, Uomini, boschi e api, Torino, Einaudi, 1980, pp. 34-37)

 

Questo è l’autore del brano proposto: Mario Rigoni Stern:

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Mario Rigoni Stern è nato ad Asiago nel 1921 e morto sempre ad Asiago nel 2008.

E’ stato un militare e uno scrittore italiano, nonché un Cavaliere della Repubblica italiana. Il suo nome è stato dato all’asteroide

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scoperto nel 1998 nell’osservatorio astrofisica di Asiago

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IL RIASSUNTO

Oggi lavoriamo in coppia per ripassare bene un tipo di testo molto importante: il riassunto.

Ma che cos’è il riassunto?

e come si fa?

 

mappa mentale Riassunto Franca Storace Annapaola CapuanoQuesto è quello che è emerso dalla nostra discussione in classe.

Riassumere un testo significa raccontarlo con meno parole, riferendo solo i passaggi importanti.

COME PROCEDERE?

  1. Leggere con attenzione per comprendere bene il contenuto e il significato delle parole.

  2. Dividere il testo in sequenze.

  3. A scelta, si sottolineano le parti importanti o si eliminano quelle inutili.

  4. Non usare mai la prima persona, ma la terza singolare o plurale.

  5. Trasformare il discorso diretto in discorso indiretto.

  6. Eliminare le similitudini e gli esempi.

  7. Mentre scrivo il riassunto, controllo che i legami delle frasi siano corretti.

  8. Rileggere con attenzione, controllando la correttezza, il senso generale (forma) e le informazioni essenziali alla comprensione del testo.

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Bene. Ora, in coppia, riassumete il brano dal titolo “Pulitopoli” di pag 174-175 di Mille e una Storia.
Buon lavoro
Teacher

 

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CAPELLI

Oggi lavoriamo su una proposta di poesia tratta dal libro “Calicanto” di E. Zamponi e R. Piumini – EINAUDI

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CAPELLI

Mentre scrivi poesia, attento

ai capelli. Attento

al vento che li muove e porta

fiori e figure nuove, però attento

a chi ti tira

di qua e di là

coi tuoi capelli in mano come

batacchio di campana.

Attento

che cadono lunghi

e aggrovigliano penna e mano

come una piovra o un salice piagnone.

Attento quando cadono

rametti sottilissimi sul banco, una specie

di autunno. Spazzali

dalla corte di carta, togli tutte

insieme a quelli le parole morte.

Nota come è importante in questa poesia l’andare a capo. Andare a capo in modo opportuno può servire a creare immagini negli occhi di chi legge, a richiamare l’attenzione per introdurre immagini positive o per segnalare un pericolo.

Prova anche tu a scrivere una poesia dal titolo libero, che segua la struttura di Roberto Piumini, pensando a cosa devi stare  attento mentre scrivi ( capelli, mani, occhi, vento, ….. ) e inserendo gli opportuni a capo.

NZO

Pubblicheremo poi alcuni nostri lavori nel sito “Diario di bordo”.

Buon lavoro a tutti

teacher

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La personificazione… ed è subito poesia…

LA PERSONIFICAZIONE

La personificazione è uno dei tanti “giochi” che puoi scoprire in una poesia e che anche tu puoi creare quando scrivi da poeta.

Significa attribuire ad un oggetto o ad un animale le caratteristiche o l’aspetto di una persona.

Leggi la poesia e sottolinea i verbi e gli aggettivi che creano una personificazione.

IL VENTO

Ascolto il vento.

Mi sussurra: sono forte come un masso

che rotola dalla montagna.

Mi sussurra: ti spingo indietro

come un palloncino

alto e libero nel cielo.

Mi sussurra: volo alto e potente

come un’aquila in cielo.

La natura nelle poesie di adulti e bambini”, a cura di

Mario Lodi

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Bussò il vento

Bussò il vento come un uomo stanco
e io senza indugio
da padrona di casa dissi “avanti”,
ed esso venne dentro.

Un ospite veloce, senza piedi,
cui offrire una sedia era impossibile
come invitare l’aria
ad accomodarsi sul sofà.

Non aveva ossatura a sostenerlo.
Il suo parlare era come l’empito
di tanti colibrì in una volta
dall’alto di un cespuglio,

il suo volto un’ondata.
mentre passava le sue dita sparsero
una musica, come un’armonia
vibrante soffiata sopra un vetro.

Sempre aleggiando fece la sua visita,
poi come un uomo timido
bussò ancora – a raffica, nervoso –
e io rimasi sola.

Emily Dickinson
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E ora… prova anche tu a scrivere una poesia usando la figura retorica della personificazione. Scegli un elemento della natura, immagina che possa compiere azioni umane e scrivile.
 
Ecco qui i nostri lavori…
 
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27 gennaio – Giornata della Memoria

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Il 27 Gennaio celebriamo il Giorno della Memoria.
La memoria della Shoah, dello sterminio programmato delle popolazioni ebraiche di tutta Europa.
Sperando che il ricordo delle vittime del nazismo possa servire come monito contro l’odio e possa impedire il ripetersi di tragedie simili.

Perché il 27 gennaio?

Il 27 Gennaio del 1945 l’esercito sovietico varcava i cancelli di Auschwitz, il più grande dei campi di concentramento costruiti dai nazisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Spalancando gli occhi del mondo sulla più grande tragedia dei nostri tempi. Una tragedia che ha portato il mondo a dire “Mai più”. Un mondo che è ancora, dopo 62 anni, è costretto a invocare il proprio “Mai più” come una speranza.

Auschwitz Birkenau

Il Campo di Birkenau

La macchina di morte messa in piedi dalla Germania nazista si può raccontare in questi freddi numeri:
– 6 milioni di ebrei morti nei lager e negli omicidi di massa perpetrati dai tedeschi e da alleati e collaborazionisti
– almeno 300.000 zingari di etnia Rom e Sinti morti nei campi di concentramento (anche se numerose altre stime riportano cifre che potrebbero raggiungere le 800.000 vittime)
 300.000 esseri umani affetti da qualche tipo di disabilità mentale o fisica “eliminati” in nome dell’eugenetica e dell’”improduttività”
– 100.000 oppositori politici del regime nazista uccisi (in maggioranza comunisti e liberali massoni)

– 5.000 testimoni di Geova

La Shoah è unica. E’ diversa da ogni altro genocidio o strage abbia avuto luogo nella Storia. Perchè non è stata mossa solo dall’odio o da interessi politici ed economici. E’ stata la più lucida manifestazione della programmazione della morte. Una macchina di morte, quella nazista, nella quale la “razionalità” dell’orrore era finalizzata alla morte dell’ultimo ebreo d’Europa, e presto, chissà, del mondo. Una macchina di morte che organizzava la morte di migliaia di ebrei romani non nella loro città, ma a migliaia di chilometri di distanza. Perchè non era l’odio il primo motore della Shoah. Ma la maniacalità omicida dell’annientamento.

Ma il ricordo può molto. Perchè il ricordo è attivo. Porta a farsi domande. A muovere cuore e menti facendole organizzare perchè tutto ciò non accada di nuovo. Perchè ricordare è un dovere che dobbiamo ai morti e ai vivi. Il “GIORNO DELLA MEMORIA” che viene celebrato ogni 27 gennaio, nella nazione e nelle scuole, serve proprio a non dimenticare le sofferenze di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.

CHI E’ ANNA FRANK

Anna-Frank

Anna Frank è una ragazza tedesca di origine ebrea, nata a Francoforte nel 1929, che, prima di morire a soli 16 anni nel campo di concentramento di Bergen Belsen, ci insegna il valore della bontà nonostante il mondo disumano in cui si trova a vivere. Perseguitati dai tedeschi, per la loro origine ebraica, lei, la sua famiglia e in seguito la famiglia Van Daan e il Dottor Dussel, furono costretti a stare nascosti in un alloggio segreto, fino a quando furono scoperti dalle SS. Arrestati e portati nei campi di concentramento, la madre di Anna morì di consunzione, e un anno più tardi morirono Margot e Anna di tifo. Tre settimane dopo la loro morte (1945) gli inglesi liberarono Bergen Belsen. Il diario di Anna Frank, fu trovato nell’alloggio segreto e consegnato dopo la guerra al padre di Anna, unico superstite della famiglia. Fu pubblicato ad Amsterdam nel 1947, col titolo originale Het acherhuiscil (il retrocasa).

Vai al sito ufficiale di Anna Frank

Personaggi principali

Anna, Margot, Petre, la madre di Anna, il padre di Anna, il signore e la signora Van Daan, il Dottor Dussel, Elli, Miep, Kraler, Koophuis.

  • Anna: è la protagonista e scrittrice del suo diario, regalatogli per il suo tredicesimo compleanno, dove descrive la vita dell’alloggio segreto.
  • Margot: è la sorella di Anna. È descritta da Anna come una ragazza diligente, studiosa e molto timida.
  • Peter: è il figlio del signore e della signora Van Daan. Molto amico di Margot è fortemente innamorato di Anna. È descritto come un ragazzo goffo, e molto timido soprattutto con le ragazze.
  • La madre di Anna: Anna, dato il suo comportamento strano nei suoi confronti, ce la presenta più come un’amica che come una madre. Questo perché non riesce a darle nessun affetto che possa andare oltre l’amicizia di una semplice amica.
  • Il padre di Anna: al contrario della madre cerca di non far mancare nulla ad Anna, ed è per questo Anna lo considera un eccellente confidente.
  • Il signore e la signora Van Daan: sono i genitori di Peter, e non si presentano per niente simpatici; lui è un brontolone, e lei è sempre pronta per litigare.
  • Il Dottor Dussel: è il compagno di stanza di Anna. Non vanno tanto d’accordo, ma tra i due c’è della simpatia.
  • Elli, Miep, Kraler, Koophuis: sono amici della famiglia Frank, Van Daan, e del Dottor Dussel, e gli aiutano a nasconderli nell’alloggio segreto.

Spazio: gli ambienti in cui si svolge la vicenda, sono sempre gli stessi, quelli riguardanti l’interno dell’alloggio segreto: camere, soffitta, bagno, cucina e il vecchio ufficio.

Tempo: il romanzo è stato scritto tra il 1942 e il 1944, nel pieno della seconda guerra mondiale.

Stile
: il linguaggio usato è molto semplice e scorrevole, caratteristico di una ragazza adolescente.

Narratore: ovviamente il narratore di tutte le vicende è la stessa Anna, che ha scritto il suo diario (=narratore interno).

Tematiche: questo romanzo riesce a raccontare, anche se in modo drammatico, la crudeltà cui l’uomo stesso sottopone i suoi simili, facendo però risaltare i desideri e le piccole gioie di quei ragazzi che, a loro tempo, sarebbero dovuti diventare uomini migliori, che si sarebbero schierati contro la crudeltà e l’ingiustizia, per costruire un mondo migliore. Anna col suo diario dà al lettore la possibilità di diventare una di queste persone: pacifica, comprensiva e solidale.

Commento: è una storia vera, che mostra tutti i suoi lati positivi e negativi dell’esistenza umana. Questo romanzo è molto bello e triste allo stesso tempo, perché la descrizione di Anna, bello perché ci fa capire veramente il senso della vita, affrontato da una ragazza di soli 13/16 anni. Triste perché tutti i desideri, tutte le idee che appartenevano ad Anna, sono state distrutte, buttate all’aria, per il semplice fatto che lei, ragazza innocente, era di origini ebree.

“… è un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze,

perché esse sembrano assurde e inattuabili.

Le conservo ancora, nonostante tutto, 

perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo…”

… e anche noi ricordiamo…

Teacher shoah

Scrivi una lettera ad  Anna Frank, dove le confidi i tuoi pensieri relativi alla giornata della memoria e le racconti qualcosa del mondo d’oggi.

Attività dal web:

La farfalla –   Schoolmate – origami

Il bambino stella – Schoolmate   – attività collegata

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IL DIARIO

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Oggi proviamo a scrivere la prima pagina del nostro diario personale.

Come fare per…:

Come fare Espressioni utili
Indicare la data e il momento della giornata Sabato, 21 novembre 1900, mezzanotte
Iniziare con la formula di saluto Caro diario, …
Introdurre la situazione/il problema È successa una cosa terribile/meravigliosa.Oggi è stata proprio una giornata nera.

Dare sfogo ai propri sentimenti

   Allegria
   Stanchezza
  rabbia/perdere la pazienza
   orrore/paura
sorpresa
   autocommiserazione
tristezza
Sono così contento/a!Mi sento a pezzi./Non ce la faccio più./Non ne posso più.

Ora basta! Mi sono scocciato/a./Mi sono stufato/a.

Che orrore!/Una paura!/Oddio!

Ma chi l’avrebbe mai detto!?/ Questa non me la aspettavo!

Ma chi l’avrebbe mai detto!?/ Questa non me la aspettavo!

Che peccato!/Se ci penso mi viene da piangere./Sono così triste

Prendere posizione

 

Ha fatto bene (a fare …)Al posto suo (farei, direi, vorrei…)Chiedere scusa a lui? Mai e poi mai!

Se chiedi a me …/

Non ci penso proprio!/Se la può scordare!

Concludere Devo finire perché …Basta per oggi
prospettive per il futuro       Ho sonno, vado a letto.Domani si vedrà

Lavoriamo sul…

Mi presento

Caro Diario,….

Il testo deve contenere i seguenti aspetti:

EPISODIO: scrivi sul diario la tua descrizione evidenziando soprattutto il carattere, gli interessi, le emozioni e gli stati d’animo, ciò che ami del tuo carattere e ciò che vorresti cambiare

SOTTOSCRITTO: mi rivolgo al diario con affetto, dandogli un nome

STATO D’ANIMO: sentimenti e sensazioni che provo

penna

Buona scrittura

teacher

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IL DIARIO

Il diario è un GENERE LETTERARIO attraverso il quale è possibile raccontare gli avvenimenti più importanti giorno per giorno, oppure può essere la cronaca di una vita o di un periodo della vita di una persona. Nel diario trovano spazio le emozioni, i sentimenti, gli sfoghi, i pensieri, i commenti, i fatti accaduti che ci toccano nel nostro profondo.

Il diario si sviluppa cronologicamente, è spesso scandito ad intervalli di tempo regolari, di solito giorno per giorno (o quasi).

CARATTERISTICHE DEL DIARIO:

1- Una persona scrive il diario per se stessa, per raccontare momenti felici e momenti tristi della propria vita, impressioni e sensazioni personali. Il diario non si scrive per gli altri, ovvero lo scopo principale dello scrivere un diario non è la divulgazione, ma nasce dall’esigenza di esprimere liberamente i propri pensieri in una forma strettamente privata e ci da la possibilità di rileggere e di rivivere determinati avvenimenti.

2- Il diario si scrive in prima persona e si raccontano cose personali, fatti quotidiani (“…oggi sono molto felice…”).

3- Il diario si sviluppa cronologicamente, quindi prima di cominciare a scrivere si indicano la data e l’ora in cui si scrive (“3 giugno 2008, 20:30”).

4- Il linguaggio utilizzato per scrivere un diario è semplice e informale, frutto di una scrittura spontanea che da importanza più al contenuto che alla forma, essendo strettamente personale.

5- Ci si rivolge al diario come se fosse un amico a cui si racconta la propria vita, si comincia spesso con l’espressione: “Caro diario”.

diario mappa

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